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Tesoro: all’asta quattro titoli di Stato. Spicca il BTP Green

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Nuovo appuntamento con le aste dei BTP. Nel dettaglio il ministero dell’Economia e delle finanze ha annunciato per il 13 marzo un’asta a medio-lungo termine per complessivi 8,25 miliardi di euro. Tra i titoli offerti spicca la quarta tranche dell’emissione del BTP Green. Ma non solo. Andiamo nei dettagli dei risultati dell’emissione.

Asta BTP del 13 marzo 2025: i dettagli

Come ha reso noto il dicastero di via XX Settembre, il  collocamento del 13 marzo riguarda la prima tranche del BTp triennale scadenza 15/06/2028, la 21ma tranche del BTp a 15 anni scadenza 01/09/2033, la quinta tranche del BTp a 30 anni scadenza 01/10/2054 e infine la quarta tranche del BTp Green scadenza 30/10/2031.

I rendimenti dell’asta odierna sono in rialzo. Nel dettaglio per il BTp triennale (ammontare pari a 4 miliardi a fronte di richieste per 6,333 miliardi), il rapporto tra domanda e offerta è stato di 1,58, con rendimento lordo al 2,77%.

Per il BTp a 15 anni (ammontare a 1,25 miliardi a fronte di una domanda pari a 2,402 miliardi), il rapporto tra domanda e offerta è stato dell’1,92, mentre il rendimento  al 3,72%. Per il BTp a 30 anni, il rendimento è stato pari al 4,70% e infine per il BTP Green il rendimento è stato al 3,40 per cento.

Precisa il Mef che le domande per l’asta supplementare vanno presentate entro le 15:30 del 14 marzo, mentre il regolamento delle sottoscrizioni avverrà il 17 marzo.

BTP Green: le caratteristiche

Come si legge sul sito del ministero, i BTP Green sono titoli a medio-lungo termine e presentano le medesime caratteristiche degli altri Buoni del Tesoro Poliennali: garantiscono un reddito fisso stabilito dalla cedola, pagata semestralmente, ed il rimborso del valore nominale alla scadenza.

Il primo BTP Green, emesso dal Tesoro Italiano il 3 marzo 2021, ha scadenza 30 aprile 2045.

Btp Green sono quindi Titoli di Stato italiani connessi al mondo della finanza sostenibile, i cui proventi sono destinati al finanziamento delle spese sostenute dallo Stato con positivo impatto ambientale per supportare la transizione ecologica del Paese.

Tramite l’emissione di BTP Green, difatti il nostro paese si impegna a finanziare le spese statali a positivo impatto ambientale, selezionate mediante il supporto del Comitato Interministeriale (istituito con il DPCM del 9 ottobre 2020) e incluse nel bilancio dello Stato italiano. Esse includono le spese fiscali, le spese in conto capitale, le spese correnti e i trasferimenti a favore di soggetti esterni o interni alla pubblica amministrazione, nella misura in cui siano finanziate dalla fiscalità generale.

Nel dettaglio attraverso le emissioni di BTP Green, l’Italia finanzierà tutte le spese che contribuiranno alla realizzazione degli obiettivi ambientali delineati dalla “Tassonomia europea delle attività sostenibili”, attualmente in discussione:

  1. Mitigazione dei cambiamenti climatici;
  2. Adattamento ai cambiamenti climatici;
  3. Uso sostenibile e protezione delle risorse idriche e dell’ambiente marino;
  4. Transizione ad un‘economia circolare;
  5. Prevenzione e controllo dell’inquinamento;
  6. Protezione e ripristino della biodiversità e degli ecosistemi.

Inoltre, l’utilizzo dei proventi raccolti tramite le emissioni di BTP Green aiuterà l’Italia a sostenere gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile 2030 (OSS), contribuendo nello specifico al raggiungimento dei seguenti obiettivi:

  • Obiettivo 6: Acqua Pulita e Igiene;
  • Obiettivo 7: Energia Pulita e Accessibile;
  • Obiettivo 11: Città e Comunità Sostenibili;
  • Obiettivo 12: Consumo e Produzione Responsabili;
  • Obiettivo 13: Agire per il Clima;
  • Obiettivo 14: Vita Sott’Acqua;
  • Obiettivo 15: Vita Sulla Terra.

Perché investire in titoli di stato

Sembra un buon momento per gli investitori interessati ai titoli di Stato, dato il rialzo dei rendimenti sul mercato secondario su tutti i titoli europei, italiani compresi. Tutto parte dalla Germania che ha annunciato un corposo piano fiscale per infrastrutture e difesa, innescando sui mercati obbligazionari una salita dei rendimenti del Bund, che sono passati dal 2,5% al 2,9%, sui massimi degli ultimi 10 anni.

Con le cedole più alte, c’è più attrattiva, ma ovviamente bisogna considerare il rischio di ulteriori aumenti dei tassi. Come scrive il Sole 24 Ore difatti, “se successivamente i tassi di mercato dovessero continuare a salire i prezzi di questi titoli (che saranno venduti in asta alla pari e quindi a 100) scenderanno sotto la pari, per poi riavvicinarsi a 100 a ridosso della scadenza”. “Viceversa, qualora il mercato dovesse ridimensionare le aspettative di inflazione e andare a sgonfiare i rendimenti i prezzi, che si muovono in direzione opposta, salirebbero”.