Tesla crolla a Wall Street tra riduzione orario e bocciatura analisti

24 Gennaio 2019, di Mariangela Tessa

Giornata da dimenticare ieri a Wall Street per il titolo Tesla, che chiude la seduta sopra i minimi a 279 dollari (-3,7%) al Nasdaq. Le vendite sono accelerate dopo indiscrezioni secondo cui il produttore di auto elettriche ha ridotto gli orari di produzione dei modelli di veicoli chiamati Model S e Model X dopo avere eliminato le loro versioni più economiche.

Ad alimentare le vendite, ci hanno pensato anche i giudizi degli analisti di RBC Capital Markets, che hanno bocciato il titolo a “Underperform” da “Sector Perform” la raccomandazione sul titolo con obiettivo di prezzo a 245 dollari, 45 dollari in meno di quello precedente e sotto la media di Wall Street a 340 dollari.

A nulla è servita la notizia che Model 3 ha ricevuto l’ok dalle autorità europee per la sua commercializzazione. 

Secondo gli esperti, gli utili dell’azienda del terzo trimestre del 2018 probabilmente hanno rappresentato il picco di redditività. Con quella trimestrale, per la terza volta nei suoi 15 anni di storia, la seconda in due anni, Tesla aveva archiviato un trimestre in utile e a un livello record (pari a 312 milioni di dollari).

La settimana scorsa il Ceo Elon Musk aveva annunciato un taglio di oltre 3mila dipendenti per ridurre il costo delle sue vetture elettriche, specialmente della berlina Model 3 pensata per conquistare il mercato di massa. E infatti l’a.d. aveva spiegato che i tre mesi a dicembre saranno in utile in linea con il trimestre precedente.