Terremoto Brexit … Come si muoverà la borsa Italiana

28 Giugno 2016, di Simone Rubessi

Non si può che definire “un venerdì nero” un vero e proprio terremoto ha colpito il nostro listino che ha perso un drammatico  meno 12,5%, contro un meno 2,4% della borsa Inglese, ciò ad indicare che probabilmente il Brexit non porterà le disgrazie annunciate all’Inghilterra, ma piuttosto causerà problemi seri all’Europa e quindi anche al nostro paese.

In particolare sul nostro listino pesano  gli scheletri negli armadi degli istituti bancari , scheletri di nome “crediti inesigibili”, che hanno fatto affossare i titoli di tutte le banche.

La velocità di rotazione dei volumi parla da sola: “è stato panico  apocalittico” ,  volumi  impazzati.  A questi livelli non si erano mai visti sulla borsa Milanese,  a vendere non è mancato proprio nessuno.

Evidente che in questo contesto ogni tipo di previsione è ad altissimo rischio di errore,  i mercati devono avere il tempo di raffreddarsi  grazie anche all’intervento  delle banche centrali che dovrebbero iniziare a comprare per assorbire l’offerta impazzita. Proveremo comunque a fare una previsione con razionalità.

I prezzi sono tornati sui livelli di tre mesi fa, ovvero in corrispondenza della trend line del ciclo decennale. Un’ eventuale rottura di tale supporto darebbe il via ad ulteriori ribassi .

Le probabilità a mio avviso sono comunque ancora a maggior favore di una salita (come evidenziato nella proiezione di Taylor),  si intenda che è un parere del tutto personale;  finito il panico e ristabilizzata la situazione il mercato dovrebbe recuperare il terreno perso e continuare a salire.

Il motivo di questa mia opinione risiede nella situazione attuale delle  manovre fatte  dalla Bce a suon di Qe. La stessa Bce si appresta nuovamente ad intervenire in conseguenza della situazione; gli sforzi fatti fino ad ora non possono essere lasciati andare persi.  Alle banche centrali non piace eprdere soldi.

Nel caso comunque non ci fosse la possibilità di un recupero della situazione,  i prezzi probabilmente, dopo un periodo laterale di distribuzione, romperebbero al ribasso la trend line decennale. Riportando  il  mercato  fino ad area 12.000, ossia ai livelli del 2009.

Nel breve periodo:

la discesa repentina potrebbe  comunque continuare nei prossimi giorni, fino  ad area 14900 del future, facendo una lingua di Bayer sul minimo di febbraio.

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