Mercati, Trump si ritira da accordo nucleare Iran, petrolio impazzito

8 Maggio 2018, di Mariangela Tessa

Gli Usa lasciano l’accordo internazionale sul nucleare iraniano stretto nel 2015 e il petrolio torna a prendere quota. In giornata si era interrotto il rally del petrolio con il Wti, scadenza giungo, che scendeva del 3,76% in area $68 dopo aver superato la soglia dei 70 dollari al barile a 70,47 (+1,1%), portandosi ai massimi da novembre 2014. La scorsa settimana il contratto aveva guadagnato il 2,4% sulla scia delle tensioni geopolitiche, e in particolare la situazione incandescente tra Usa e Iran sul programma nucleare di quest’ultimo, alimentata anche dalla linea dura di Israele. Prima delle ultime indiscrezioni stampa della CNN, i trader giudicavano come probabile il ritiro degli Usa di Donald Trump dallo storico accordo con l’Iran sul suo programma di arricchimento dell’uranio e quindi i prezzi dell’oro nero scontavano questi timori.

Il presidente Usa ha annunciato alle 20 ora italiane che gli Usa si ritirano dall’intesa “inaccettabile e ingannevole” che aveva stretto dal suo precedessore Barack Obama sul programma nucleare della Repubblica Islamica. Tuttavia, ci potrebbero volere mesi prima che le sanzioni entrino in vigore e sembra che Trump sia intenzione a concedere un periodo di grazia ai fautori dell’intesa, tra cui alcuni alleati come la Francia e la Germania, per poter permettere loro di aprire un varco negoziale.

Trump sembra che abbia informato il presidente francese Emmanuel Macron delle sue intenzioni prima di renderle pubbliche, stando a quanto riportato da una fonte dal New York Times. “Gli Stati Uniti si preparano a tornare a imporre tutte le sanzioni che erano state ritirate nell’ambito dell’accordo sul nucleare, e a imporre nuove misure economiche punitive”. Dall’Eliseo hanno smentito le indiscrezioni, ma le informazioni sono bastate a far crescere la suspense su quello che dirà Trump e il contratto WTI si è riportato in area 69 dollari al barile in concomitanza con la chiusura dei mercati europei.

Secondo la più grande banca di Dubai, Emirates NBD, i mercati scommettevano fino a stamattina – prima della pubblicazione delle indiscrezioni della CNN – sul peggiore degli scenari, ovvero sul ritiro degli Stati Uniti dall’accordo e al contempo sulle nuove sanzioni contro Teheran. Tim Fox, capo della ricerca e capo economista della banca, ha spiegato alla CNBC che eventuali le sanzioni statunitensi sull’Iran potrebbero ridurre le forniture globali di petrolio di 800.000 barili al giorno.

Dopo le dichiarazioni del ministro degli esteri, Mohammad Javad Zarif, che venerdí scorso ha ribadito che l’accordo con gli Stati Uniti non si toccail presidente iraniano Hassan Rouhani ha detto, parlando alla nazione in diretta tv, che se Trump deciderà di porre fine all’accordo nucleare con Teheran, “gli Stati Uniti se ne pentiranno”.

“Abbiamo piani per resistere a qualsiasi decisione di Trump sull’accordo nucleare”, ha detto Rouhani, “se gli Stati Uniti lasciano l’accordo sul nucleare, vedrete molto presto che se ne pentiranno come mai prima nella storia”, ha detto il presidente della Repubblica islamica.

Le dichiarazioni del presidente americano durante i suoi 15 mesi di mandato secondo cui l’accordo è il peggiore mai firmato non sono logiche, ha proseguito.

Ad infiammare i prezzi del petrolio nelle ultime sedute ha contribuito anche la situazione di profonda crisi economica in Venezuela, uno dei principali esportatori al mondo di greggio: si pensa che la crisi possa impattare sull’industria petrolifera, riducendone la forza. Dal 2000 Caracas ha dimezzato l’estrazione di greggio a 1,5 milioni di barili al giorno, non solo per il calo dei prezzi del greggio, ma anche a causa anche dei mancati investimenti nel settore.

Violente oscillazioni sui mercati per il petrolio (WTI e Brent)

Il Liveblog è terminato

Daniele Chicca 7 Maggio 201811:56

Sul fronte italiano, in una giornata orfana di Londra per la bank holiday, Piazza Affari continua a mettersi in mostra positivamente. Oggi il rialzo è dello 0,3% circa dopo il balzo di oltre il +12% da inizio anno, una delle performance migliori nel mondo industrializzato. Complici le tensioni sull’accordo nucleare iraniano, il petrolio sale sopra i 70% dollari al barile (contratto WTI) nonostante il rafforzamento del dollaro.

Daniele Chicca 7 Maggio 201811:56

WisdomTree Europe sottolinea che nonostante lo stallo politico i mercati in Italia rimangono solidi. Chris Gannatti, Head of Research del gestore puntualizza infatti che l”l’Italia ha registrato una delle performance azionarie più elevate di tutti i mercati dell’area euro. L’indice MSCI Italy, valutato in euro, è in crescita di oltre il 10,5% da inizio anno e non ha ancora evidenziato una tendenza al ribasso a breve termine legata alla crisi politica. Per dare un’idea della portata di questa evoluzione, nello stesso periodo l’indice MSCI EMU è aumentato di meno del 2%“.

In termini di settori, è in ogni caso importante considerare prima di tutto i financials, che sono aumentati di quasi il 15% da un anno all’altro, rispetto all’incremento di appena circa il 2% registrato dal resto dell’Eurozona nello stesso periodo. Interessanti anche i rendimenti dei titoli di Stato italiani. Sui BTP a 10 anni italiani, abbiamo rilevato una leggera tendenza al rialzo, con un rendimento finale intorno all’1,5% – e questo in un periodo in cui il corrispettivo negli Stati Uniti si aggira intorno al 3,0%. Nell’ultimo anno, ciò si posiziona in una fascia molto bassa del range, lontano dal massimo di circa il 2,3%, a dimostrazione del fatto che gli investitori, anche se preoccupati, non lo stanno dimostrando con il loro atteggiamento verso i titoli di Stato italiani“.

“Nonostante sia impossibile dire con certezza per quanto tempo il mercato italiano possa continuare a resistere di fronte alla situazione di stallo politico – conclude Gannatti – finora i mercati sono stati abbastanza solidi. Una delle ipotesi presentate è che l’Italia sia un mercato guidato da realtà locali molto più della Germania e, dato che l’euro ha performato piuttosto bene, le imprese italiane potrebbero essere meglio preparate. In effetti, è possibile che la situazione politica dell’Italia abbia contribuito in misura maggiore a indebolire l’euro piuttosto che a danneggiare il mercato italiano, almeno finora“.

Daniele Chicca 7 Maggio 201815:37

Avvio positivo per la Borsa Usa con i principali indici azionari che scambiano in rialzo. Dopo i guadagni di venerdì, che hanno permesso di ribaltare i cali iniziali, l’S&P 500 si è portato sopra la media mobile a 200 giorni dando una grande prova di resilienza.

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Daniele Chicca 7 Maggio 201816:24

Nel commentare i dati sul report occupazionale Usa di aprile, Mati Greenspan, senior analyst di eToro, parla di “diverse notizie shock”. “La buona notizia è che il tasso di disoccupazione negli Stati Uniti è sceso al 3,9%, il più basso degli ultimi 18 anni”. La notizia meno entusiasmante, invece, “è che la crescita dei salari è arrivata a un intero punto percentuale in meno del previsto. Un dato di crescita salariale inferiore al previsto sarebbe in realtà positivo per il mercato azionario in quanto ridurrebbe l’aspettativa di rialzo dei tassi da parte della Fed”.

“La stessa Banca Centrale è stata un po’ sorpresa dal numero riportato nel “Jobs report”. Fino ad ora la Fed aveva previsto, un calo della disoccupazione come fattore scatenante di un aumento dei salari. Questo calo avrebbe di conseguenza influito direttamente sull’inflazione. Il flusso di notizie oggi rimane concentrato sui negoziati commerciali NAFTA e sulle aspettative di ritiro da parte del Presidente americano dell’accordo iraniano sul nucleare”.

Daniele Chicca 7 Maggio 201816:34

L’investitore e azionista miliardario Carl Icahn si è liberato della sua quota in AIG, stando a quanto riportato da Forbes. Con una partecipazione del 4,76% nel colosso assicurativo americano, Icahn era il terzo maggiore azionista del gruppo alla fine del 2017.

Secondo l’articolo del magazine, Icahn ha effettuato l’operazione quando il titolo AIG valeva tra i $60 e i $65 per azione, livelli che non vede ormai da febbraio. Si stima quindi che Icahn abbia incassato una somma pari a 2,78 miliardi di dollari con la cessione della quota, stando ai calcoli di Reuters. I titoli cedono circa l’1% nelle prime contrattazioni a Wall Street.

Daniele Chicca 7 Maggio 201816:35

A livello settoriale sono i titoli energetici a sostenere i listini di Wall Street in avvio. Questo per via del petrolio che si è issato sopra i $70 al barile per la prima volta da novembre 2014. Anche il comparto tecnologico guadagna terreno, favorito dalla seconda seduta di rialzi da parte di Apple (+1,2%).

Forte di un incremento del 2%, l’indice settoriale S&P Energy è il protagonista della migliore prova giornaliere tra tutti e 11 gli indici principali di comparto. Le quotazioni del petrolio scambiano in rialzo per via di un paio di fattori: l’aggravarsi della crisi economica in Venezuela e i timori legati alla possibilità che gli Stati Uniti impongano nuove sanzioni contro l’Iran.

Daniele Chicca 8 Maggio 201815:28

Il settore delle assicurazioni è ancora in calo a Piazza Affari (-2%) nonostante le rassicurazioni di Ania, che ha precisato che la sentenza della Cassazione sulle polizze vita si riferisce a un caso isolato e non avrà un impatto negativo. La prima banca d’Italia per capitalizzazione, intanto, Intesa Sanpaolo, ha confermato le sue previsioni per un incremento dei profitti nell’esercizio fiscale 2018 dopo un primo trimestre sopra le attese grazie alla crescita dei ricavi netti di interesse e delle attività di trading.

L’utile netto si è attestato a 1,252 miliardi di euro, in aumento del 39% su un anno, contro gli 872 milioni di euro previsti dal consensus di quattro analisti. Intesa Sanpaolo ha confermato che distribuirà l’85% dei suoi profitti quest’anno sotto forma di dividendi e fa sapere che i risultati trimestrali mostrano che la banca è sulla buona strada per realizzare degli utili superiori ai 3,8 miliardi realizzati nel 2017.

Daniele Chicca 8 Maggio 201815:30

Il Ftse MIB, il migliore listino d’Europa finora nel 2018, cede l’1,78% appesantito dai timori legati alle incertezze politiche interne. Soltanto tre titoli scambiano in progresso: Luxottica, Moncler e Prysmian. Pop Emilia, Banco BPM e Italgas sono invece le tre azioni più colpiti dalle vendite con ribassi del 3,5-4%.

Daniele Chicca 8 Maggio 201815:32

L’avvi a Wall Street è moderatamente negativo. Gli indici sono in calo dello 0,15-0,2%. Il dollaro e il petrolio continuano a crescere di livello. In Europa si distingue in positivo la Borsa di Londra, che ieri era rimasta chiusa per una festività bancaria. S&P 500 e Nasdaq interrompono così una striscia positiva, registrando un ribasso per la prima volta in tre sedute.

Daniele Chicca 8 Maggio 201815:33

L’avvio a Wall Street è moderatamente negativo. Gli indici sono in calo dello 0,15-0,2%. Il dollaro e il petrolio continuano a crescere di livello. In Europa si distingue in positivo la Borsa di Londra, che ieri era rimasta chiusa per una festività bancaria. S&P 500 e Nasdaq interrompono così una striscia positiva, registrando un ribasso per la prima volta in tre sedute. Sul Forex l’euro cede lo 0,58% e al momento vale 1,1854 dollaro.

Daniele Chicca 8 Maggio 201817:08

La pioggia di vendite che si è abbattuta su peso e bond argentini si inquadra in un contesto di fuga degli investitori dagli asset valutari dei mercati in via di Sviluppo. Il presidente della Federal Reserve Jerome Powell ha detto ieri che ci sono “validi motivi” per pensare che le economie emergenti e gli investitori si aspettano un ciclo di rialzo dei tassi da parte della Fed e un rientro alla normalità delle politiche monetarie in altre aree del mondo. Le dichiarazioni hanno dato nuovo carburante al dollaro, che sul Forex guadagna terreno nei confronti dell’euro e delle principali divise emergenti.

Daniele Chicca 8 Maggio 201817:25

Sembra che Donald Trump alla fine, pur imponendo nuove sanzioni contro l’Iran, non si ritirerà dall’accordo internazionale sul programma nucleare della Repubblica Islamica. Così sostiene la CNN, smentendo le indiscrezioni precedenti secondo le quali il segretario di Stato Mike Pompeo aveva già informato i leader europei della decisione di Trump di rendere vana l’intesa siglata dal suo precedessore Barack Obama.

Le sanzioni potrebbero rappresentare il primo passo verso l’uscita degli Stati Uniti dall’accordo nucleare, ma secondo la CNN Trump dovrebbe consentire un periodo di grazia per permettere ai fautori dell’accordo di aprire uno spiraglio per avviare dei negoziati. Il presidente Usa prenderà la decisione alle 20 italiane, le 14 ora locale a Washington. Sui mercati finanziari la reazione non si è fatta attendere. Il contratto WTI sul petrolio ha subito un brusco calo dopo le indiscrezioni della CNN e l’andamento negativo sta avendo conseguenze anche sul settore energetico in Borsa.