TELECOM: OPA, LA BORSA NON CREDE AL RILANCIO

14 Luglio 2003, di Redazione Wall Street Italia

Il count-down all’opa Telecom è cominciato. Venerdì è l’ultimo giorno utile per aderire all’offerta volontaria sul 17,3% delle azioni ordinarie e di quelle di risparmio e, secondo i dati ufficiali resi noti da Borsa Italiana, sono state presentate adesioni solo per lo 0,55% dei titoli ordinari e il 2% di quelli risparmio in offerta.

Domani scade intanto il termine per un eventuale rilancio sul prezzo da parte di Olivetti. Il mercato, che all’inizio aveva scommesso su un ritocco, da alcune settimane non ci crede più. I titoli restano sotto il prezzo dell’opa e rendono ancora vantaggiosa, seppur di poco, l’adesione all’offerta. Oggi le Telecom ordinarie hanno fissato un prezzo di riferimento a 7,955 euro (+0,04%) e le risparmio a 4,79 euro (+0,48%) contro, rispettivamente, gli 8,01 e 4,82 euro offerti dal numero uno del gruppo, Marco Tronchetti Provera.

“Un’eventuale rilancio del prezzo è praticabile entro martedì – ricorda un analista – ma riteniamo poco probabile tale eventualità e visto che aderire all’Opa è vantaggioso, anche se di poco, è probabile che l’operazione vada a buon fine e che i 9 miliardi di verranno comunque impiegati, garantendo unritiro delle azioni consegnate maggiore rispetto al minimo teorico del 17,3% delle rnc e del 38% delle ordinarie che si avrebbero in caso di adesione totale”.

La notte porta consiglio ma Tronchetti ha ribadito ancora una volta settimana scorsa che i termini dell’offerta “non verranno cambiati, né ora né negli ultimi giorni”. “E’ una decisione presa a suo tempo – aveva ricordato Tronchetti il 7 luglio – anche a tutela di tutti coloro che hanno investito o disinvestito in funzione di una proposta che non era di una semplice opa ma parte di un progetto globale di riorganizzazione societaria”. I gestori faranno dunque i loro calcoli “legati al ribilanciamento del peso di Telecom sugli indici – spiega un analista – e ad altre questioni tecniche e, di solito succede così, aspetteranno probabilmente venerdì prima di aderire”.

“I prezzi odierni indicano che il mercato sta scommettendo per il ritiro del 46% delle ordinarie” commenta un analista Un’adesione limitata dunque ma non come quella al diritto di recesso da parte degli azionisti Olivetti, che ha visto una partecipazione prossima allo zero. Secondo alcuni analisti è probabile che l’adesione risulti alla fine “più sbilanciata verso le rnc che non sono legate a nessun benchmark” e, applicando il meccanismo di ‘vasi comunicanti’ previsto dall’operazione (in base al quale se le adesioni all’offerta sulle azioni di una categoria non raggiungono il quantitativo massimo le somme non utilizzate possono essere destinate all’acquisto di azioni dell’altra) le linee di credito a disposizione del gruppo è probabile vengano usate in gran parte.

I 9 miliardi di euro a disposizione dell’opa volontaria sulle azioni Telecom Italia “non possono avere un altro utilizzo” aveva per altro precisato Tronchetti, togliendo spazio a possibili speculazioni su una nuova stagione di acquisti e investimenti per la Telecom che verrà. Per sapere quale sarà l’assetto azionario della nuova Telecom bisognerà aspettare venerdì quando scadrà il termine per presentare le adesioni dalle quali dipende la diluizione delle quote post-fusione. L’accorciamento della catena di controllo dovrebbe diventare operativo ai primi di agosto e, in una fotografia di massima scattata quando è stata presentata la mega-fusione, la quota di controllo di Olimpia in caso di adesione totale dovrebbe scendere al 13,65% circa, Caisses Depots et Consignations al 2,10%, Generali sotto il 2%, così come Olivetti international e Mediobanca. Se l’adesione sarà più contenuta la diluizione sarà maggiore.