TELECOM: L’ARRINGA DI TRONCHETTI PROVERA

27 Settembre 2001, di Redazione Wall Street Italia

Tolti tutti i freni e le museruole dell’Unione Europea, Marco Tronchetti Provera è passato all’attacco. Alle 14 è partita infatti l’arringa del nuovo numero uno del piu’ grande gruppo telefonico italiano che ha ribadito quanto sussurrato nei forzati mesi di silenzio: “Il gruppo Telecom è una società sana che è stata coinvolta nel crollo dei mercati, tanto che il suo valore appare decisamente sottovalutato”. “Vogliamo portare in Telecom il modello che ci ha permesso di risanare il gruppo Pirelli, attraverso un buon management, creando la fiducia degli investitori e fidelizzando i clienti”.

Puntuale e atteso l’invito agli azionisti a tenere duro e “a non buttare via le azioni Olivetti” le cui quotazioni sono crollate negli ultimi mesi, perché il gruppo, dice il capitano d’industria di Pirelli, è capace come pochi di fare cassa e ha tutti i margini per recuperare il terreno perso, sfruttando anche una situazione di partenza migliore dei concorrenti.

Tronchetti Provera ha ribadito la volontà di creare valore per gli azionisti, ma intanto ha chiesto agli investitori di rimettere mano al portafogli per sottoscrivere un aumento di capitale attraverso l’emissione di un bond convertibile in azioni Olivetti, della durata di 8-10 anni con un tasso di rendimento che dovrebbe essere compreso tra il 3% e il 4%.

L’offerta è riservata in opzione agli attuali soci e obbligazionisti convertibili e dovrebbe ridurre l’indebitamento fino a €13,5 miliardi a fine conversione. E’ prevista l’emissione di azioni ordinarie da assegnare in ragione di 1 nuova azione ogni 2 azioni/obbligazioni possedute. In alternativa, l’emissione, nello stesso rapporto, di obbligazioni convertibili in azioni Olivetti in ragione di un’azione ogni obbligazione posseduta.

La mossa era da tempo attesa e sono stati pochi i mormorii tra i presenti. A chi ha sollevato il problema di un cedimento al mercato, il presidente del gruppo ha fatto presente come la situazione congiunturale non permettesse niente di diverso.

In particolare Tronchetti Provera si è dimostrato preoccupato di salvaguardare il rating sul debito di Olivetti che in questo momento rischia un pericoloso declassamento a junkbond che non possono essere sottoscritti, dato il loro alto rischio di insolvibilità, dai fondi d’investimento.

“Anche a noi farebbe piacere proporre un bond a €1,5 o €2 anziché a €1 – ha detto Tronchetti Provera – ma in quel caso rischieremmo che il mercato non sottoscriva e questo non avrebbe senso”. In ogni caso “l’offerta partirà a fine ottobre e per quel tempo il titolo potrebbe anche quotare sopra la pari ed essere ancora più appetibile”.

Il piano di rilancio dell’azienda telefonica mette in conto anche parecchie dismissioni, previste nell’arco dei prossimi 24 mesi, e che riguarderanno attività Telecom Italia per €5 miliardi e attività Olivetti per €1 miliardo.
Il gruppo ha previsto anche un piano di buy back di azioni Telecom Italia ordinarie e/o risparmio per €1,5 miliardi.

Per quanto riguarda il piano di conversione delle azioni Telecom risparmio in ordinarie, già previsto da Roberto Colaninno, non sarà variato e scade il 31 dicembre, hanno dichiarato i vertici del gruppo.

L’accorciamento della catena di controllo con una delle tante fusioni ipotizzate, come ad esempio Pirelli-Olivetti, potrebbe ricadere nei piani futuri, ma al momento le condizioni di mercato non lasciano margini di movimento: “La possibile riduzione della catena di controllo ci interessa perché crea valore – ha detto Tronchetti Provera – ma la situazione dei mercati e l’incertezza attuale sul valore delle aziende rendono l’accorciamento non realistico a breve, se non creando un conflitto tra gli azionisti delle diverse holding, quindi non e’ proponibile in questo momento. Quando sarà possibile intendiamo farlo”.

Per quanto riguarda il canale televisivo La7, il piano industriale Olivetti-Telecom prevede di concentrarlo sul segmento ‘all news’ e di cercare alleati e partner cui venderne la maggioranza in modo da ridurre il rischio finanziario e giungere rapidamente alla redditività. “Per La7 contiamo di bloccare le perdite e di sfruttare la sua copertura del territorio per creare valore”. L’intento finale è comunque quello di cedere il canale televisivo. “Potremmo mantenere una partecipazione ne La7 – ha detto Tronchetti Provera – ma non è il nostro core business”.

La7 protrebbe quindi essere ceduta così come “gli asset immobiliari, occasione per fare cassa”, l’attività satellitare, e “tutte le societa’ in cui non e’ possibile tenere il controllo”.
La reazione del mercato al piano industriale presentato dal nuovo board è stata ampiamente positiva e tra gli stessi analisti presenti è prevalsa la voglia di dare fiducia a Tronchetti Provera.

Messo Colaninno alla porta, il mercato spera che il gruppo Olivetti-Telecom riprenda a splendere.

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