TELECOM ITALIA: 2001 IN NERO, DIVIDENDO INVARIATO

di Redazione Wall Street Italia
26 Marzo 2002 16:36

Telecom Italia Spa ha chiuso il 2001 con un utile netto di €151 milioni, dopo oneri non ricorrenti per €3,760 miliardi.

Il fatturato si è attestato a €17,309 miliardi, in lieve calo rispetto all’anno precedente, mentre il margine operativo è stato di €7,571 miliardi (+0,2%).

Il dividendo unitario sarà lo stesso del 2000, esattamente di €0,3125 per le azioni ordinarie e di €0,3237 per le risparmio.

La cedola sarà in pagamento dal 23 maggio.

L’assemblea degli azionisti è stata convocata per il 7 maggio e 8 maggio, in seconda convocazione
(anche per quest’anno è atteso l’intervento del senatore Di Pietro).

A Piazza Affari il titolo si muove nervosamente dall’inizio della seduta.

A livello consolidato l’esercizio è stato chiuso con una perdita di €2,068 miliardi, a causa di forti svalutazioni delle partecipazioni, che hanno portato a contabilizzare oneri straordinari per €4,613 miliardi.

Il fatturato, cresciuto del 13,4% rispetto all’anno precedente, ha raggiunto i €30,818 miliardi.

Il margine operativo lordo del gruppo è stato di €13,619 miliardi, in crescita dell’11,5% rispetto al 2000, mentre a parità di perimetro di consolidamento la crescita è stata del 6,8%.

La crescita in valore assoluto, spiega Telecom, è dovuta al buon andamento del gruppo Tim e all’ingresso dei gruppi Seat Pagine Gialle e Entel Chile.

In crescita gli ammortamenti che sono passati da €5,209 miliardi a €6,275 miliardi, di cui €1,022 miliardi relativi all’avviamento.

Gli investimenti sono stati €11,257 miliardi, in calo rispetto ai €19,484 miliardi del 2000. In rialzo la liquidità passata a €5,990 miliardi con un incremento del 34% su base annuale.

L’indebitamento finanziario netto è di €21.942 miliardi, in crescita rispetto al 2000, a causa degli investimenti in partecipazioni estere e per la distribuzione dei dividendi, anche se nel corso del 2001 è migliorata la struttura del debito: la quota di indebitamento con scadenza superiore all’anno è passata dal 31% al 64% mentre il costo medio dell’indebitamento è stato del 5,9%.

Il gruppo ha confermato l’impegno a ridurre l’indebitamento.

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