TELECOM
SI RICOMPRA
TIN.IT E VIRGILIO

22 Maggio 2005, di Redazione Wall Street Italia

Il contenuto di questo articolo esprime esclusivamente il pensiero dell’ autore e non necessariamente rappresenta la linea editoriale di Wall Street Italia, che rimane autonoma e indipendente.

(WSI) – Gallina dalle uova d’oro negli anni ‘ 90, attività al centro di riorganizzazioni, vendite, cessioni nel 2000. Internet ha ormai lasciato alle sue spalle il momento del boom, quello della bolla speculativa che tanto ha illuso e tanto ha scottato imprenditori, investitori e piccoli risparmiatori. Due le operazioni rese note la scorsa settimana. Da una parte quella di Telecom Italia Media che ha deliberato lo scorporo delle attività di Tin. it, dall’altra la decisione di Tiscali di cedere Excite Italia.

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La new economy sta cambiando volto da un pezzo e per Telecom prende il volto di Nuova Tin. it, la società recentemente costituita da Ti Media. Il consiglio di amministrazione di quest’ultima ha deliberato ieri lo scorporo delle attività che fanno capo al ramo d’azienda Tin. it, in pratica il settore Internet della società. Attività che, appunto, confluiranno nella newco Nuova Tin. it, completamente controllata da Ti Media. Una transizione verso la prossima mossa. Quella già prevista dal piano di riassetto messo a punto dal Cda di Ti Media il 4 aprile scorso.

L’obiettivo finale, infatti, è quello del passaggio, della cessione di tutte le attività Internet al Gruppo Telecom Italia. Anche la data è già stata stabilita: il 1 ° giugno prossimo. Contemporaneamente al business sul Web di Nuova Tin. it, valutato 880 milioni, confluirà in Telecom anche il portale Virgilio, per un valore stimato sui 70 milioni. Numeri che sono ben lontani da quelli che ventilò nel 1999 Roberto Colannino. L’allora amministratore delegato di Telecom, prospettando la quotazione a Piazza Affari di Tin. it parlò di un’azienda dal valore di 15-20 mila miliardi. Cifre astronomiche che viste alla luce del senno di poi fanno venire i brividi e il gusto amaro della beffa. Ma quelli erano altri tempi.

Allora alcuni trader definivano ancora Internet come un fenomeno dalla potenziale crescita esponenziale. La realtà, come sappiamo, si è sviluppata in maniera diversa e oggi Telecom Italia Media cambia orizzonti e prospettive. Scorporando il Web dai propri affari, alla società rimane il core business della televisione. Ad essa, infatti, fanno capo La7 e il canalemusicale Mtv. Questo il futuro per Ti Media. Il tubo catodico da una parte, il Web dall’altra, dunque.

Il perimetro del complesso aziendale oggetto dello scorporo comprende, infatti, tutte le attività, le passività e i rapporti giuridici connessi o relativi al business di accesso a Internet che fino a ieri facevano capo a Ti Media e che da oggi sono parte integrante di Nuova Tin. it, la cui assemblea si è riunita ieri per deliberare un aumento di capitale: dai 10 mila ai 10 milioni di euro nominali. Un balzo, in pratica, di 9,990 milioni con un sovrapprezzo complessivo di 27.731.804,29 euro e per un ammontare totale pari a 37.721. 804,29.

Una ricapitalizzazione che avverrà esclusivamente mediante il conferimento in natura del complesso aziendale di Tin. it. Questi i dettagli tecnici di un’operazione che, come detto, è il preludio al passaggio di ogni attività Internet al Gruppo Telecom Italia. Un ritorno a casa del figliol prodigo. Tin. it, infatti, già in passato è stato il braccio operativo di Telecom sulla rete Web. Questo prima del matrimonio, della fusione con Seat Pagine Gialle. Un rapporto finito con la separazione e il trasbordo di Tin. it a Ti Media.

Ricordi di un passato recente, come l’impero Tiscali che aveva conquistato gran parte dell’Europa e non solo. Numerose le controllate aperte sia a Est, sia a Ovest. Un patrimonio oggetto in questi ultimi mesi di numerose cessioni per rimettere in sesto la società fondata da Renato Soru. Troppo onerosi e impellenti gli impegni finanziari, in primis il rimborso di alcuni bond. Un riassetto continuato ieri con la vendita a Ask Jeeves di Excite Italia, società che controlla il marchio Excite (sinonimo di portale per i navigatori) nei maggiori Paesi del Vecchio Continente. La parola d’ordine è concentrarsi sul brand Tiscali, rinunciando agli asset no core.

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