Telecom, AD Patuano si dimette. Raid francesi anche in Mediaset

21 Marzo 2016, di Laura Naka Antonelli

ROMA (WSI) – Tra indiscrezioni e smentite, alla fine le dimissioni dell’AD di Telecom Italia, Marco Patuano, dovrebbero davvero essere imminenti. Secondo indiscrezioni di stampa. Patuano potrebbe dimettersi in via ufficiale tra oggi e la giornata di domani, ed essere sostituito a interim dall’attuale presidente di Telecom, Giuseppe Recchi. Recchi e il Comitato nomine dovranno occuparsi a breve di trovare il successore di Patuano.

La ragione dell’addio di Patuano risiederebbe nell’esigenza, da parte del consiglio di amministrazione, di dare un segnale di discontinuità, soprattutto dopo l’arrivo e il rafforzamento nel capitale di Telecom, dei francesi di Vivendi, che sono saliti recentemente fino al 24,9%. Attesa per il 25 maggio prossimo, giorno in cui è in calendario l’assemblea degli azionisti Telecom, che dovrà approvare il bilancio del 2015 e la distribuzione del dividendo per le azioni risparmio.

Sulla vicenda Patuano, gli azionisti di Telecom hanno fatto sapere intanto di avere “piena fiducia nei confronti di tutto il Consiglio d’amministrazione di Telecom».

Intanto si fa sempre più sospetto il ruolo di Vivendi e in generale dei francesi nella corporate Italia, , riferendosi tra le altre cose a quell’incontro, a Venezia, tra il premier Matteo Renzi e il presidente francese Francois Hollande, in cui Renzi avrebbe benedetto la vendita di Telecom ai francesi. Ma i francesi di Vincent Bolloré, numero uno di Vivendi, sarebbero pronti anche a un raid in Mediaset, come riportano indiscrezioni pubblicate oggi nel sito di Repubblica.

“Le tv di Mediaset potrebbero presto finire sotto le insegne francesi. Ed essere inglobate dal colosso dei media Vivendi guidato dal finanziere Vincent Bolloré. Con il governo Renzi in posizione neutrale in quanto non ha intenzione di interferire se si tratta di accordi tra società private e quotate in Borsa”.

In particolare, vengono citate “fonti attendibili”, secondo cui i colloqui delle ultime settimane tra la famiglia Berlusconi e i vertici di Vivendi si sarebbero tradotti già in un accordo di massima.

“Uno scambio azionario tra Vivendi e Mediaset sancirà l’accordo tra i due gruppi dei media che a un gradino inferiore si svilupperà attraverso la gestione da parte di Canal Plus dei canali di Mediaset Premium, e a un livello più alto prevede la co-produzione di contenuti di qualità che andranno ad arricchire i palinsesti della nascente piattaforma Over the top (tv via Internet) alternativa a Netflix nell’Europa del Sud. Insomma un piano ad ampio raggio che è stato messo a punto da Bolloré, il suo entourage e da Silvio Berlusconi, il quale alla soglia degli 80 anni si è ormai convinto che il futuro di Mediaset non può essere gestito in famiglia (in un primo momento aveva pensato di avviare il negoziato con il suo “amico” Murdoch che però gli ha fatto sapere di volersi concentrare su Time Warner). Proprio le resistenze dei figli a una vendita secca di Mediaset hanno fatto in modo che il passaggio di mano avvenga in modo graduale e progressivo. Ma fin dall’inizio dovrebbero essere messi nero su bianco anche i passaggi successivi che porteranno nell’arco di qualche anno Vivendi a controllare il gruppo del Biscione e la famiglia Berlusconi a detenere un pacchetto importante della società media francese”.

Come ricorda il Financial Times, la francese Vivendi, che recentemente ha alzato la quota detenuta in Telecom Italia a una percentuale appena inferiore al 25%, ha affermato il desiderio di trasformare Telecom in una società che faccia parte di un più grande gruppo che raccogli gli asset di paesi del Mediterraeo. L’azienda, di cui Bolloré è il principale azionista, ha investito 3,5 miliardi di euro per acquisire la quota in Telecom. Il suo interesse nella società italiana ha stupito gli analisti, dal momento che Vivendi ha trascorso gli ultimi due anni a smobilizzare partecipazioni detenute in società attive nel comparto telecom e video-game. Sembra dunque che ci sia stato un dietrofront nella strategia di Bolloré che ha puntato, attraverso un’Opa ostile, anche su Gameloft, società francese produttrice di video-game.

Ma quale sarà il destino di Telecom? Alla fine ci sarà anche un passaggio di mano da Vivendi a Orange Telecom? Sempre Fiorina Capozzi ha fatto riferimento, riferendosi alle indiscrezioni secondo cui Orange Telecom sarebbe interessata anch’esssa all’azienda italiana, alle parole del:

“numero uno di Orange, Stéphane Richard, che ha spiegato come le auspicate nozze non siano nei piani del finanziere francese Vincent Bolloré, socio di riferimento dell’ex monopolista italiano: “Non credo faccia parte delle intenzioni di Bolloré”, ha precisato il manager all’agenzia Reuters nel corso di una conferenza al Cairo. “Vincent Bolloré – ha aggiunto Richard – ha quasi il controllo del consiglio di amministrazione. Le chiavi del futuro – del gruppo – sono nelle sue mani”. Per questa ragione “se un giorno monsieur Bolloré mi dirà: “La cosa migliore è che ci sia un accordo fra di noi e che Orange compri Telecom Italia”, allora vedremo” ha concluso lanciando un chiaro messaggio al finanziere bretone che è socio di peso anche di Mediobanca. Difficile dire, a questo punto, quali siano i piani di Vivendi per Telecom Italia che è ormai diventata ufficialmente merce di scambio in una più ampia partita di consolidamento europeo nei media e nelle telecomunicazioni”.

Tutto questo, mentre le dimissioni di Patuano non sono state ancora ufficializzate il quanto l’ormai ex AD starebbe trattando una buona uscita del valore di 7 milioni di euro.