TAV: quanto costa oggi rinunciare all’Alta Velocità

8 Febbraio 2019, di Alessandra Caparello

L’analisi costi-benefici sul Tav sarà pubblicata nei primi giorni della prossima settimana, ha assicurato il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Danilo Toninelli. Ma oggi Il Sole 24 Ore fornisce qualche anticipazione che non finisce certo per sostenere la causa del MoVimento 5 Stelle. Per lo meno non dal punto di vista dei costi e benefici economici.

Rinunciare alla realizzazione della Linea ad Alta Velocità Torino-Lione (la TAV) costerà da un minimo di 2,8 miliardi fino a 4 miliardi di euro, secondo i calcoli di Giorgio Santilli sul giornale. Per arrivare alla somma si tiene conto di 600 milioni da restituire per i fondi versati. A questo si aggiungerebbero penalità contrattuali tra 500 milioni e un miliardo. Fino ad arrivare alle somme necessarie per il ripristino dei luoghi stimate tra 200 e 500 milioni. E una cifra compresa tra 1,5 e 1,7 miliardi di euro necessaria per il potenziamento della linea storica.

Queste, secondo il quotidiano di Confindustria, sono le quattro voci prese in considerazione dalla relazione giuridica allegata all’analisi costi-benefici. Lo studio è rimasto finora riservato, ma ha già causato nuovi battibecchi all’interno del governo tra gialli e verdi. Salvini ha sottolineato come l’analisi non sia stata sottoposta mai alla sua visione. Parigi l’ha invece ricevuta.

“Ovviamente l’Unione europea e la Francia vogliono avere qualche giorno, motivo per cui non l’abbiamo ancora condivisa all’interno del Governo”, dice il ministro delle Infrastrutture.

“Ma siccome è un’interlocuzione e una condivisione con la Commissione Europea, con i tecnici e la ministra francese, questa può portare a piccole rettifiche sull’elaborato. Io consegno a Di Maio o Salvini un elaborato non concluso?”.

Danilo Toninelli si è così espresso parlando ai giornalisti in occasione dell’avvio della demolizione del moncone ovest del ponte Morandi. Il documento che integra l’analisi costi-benefici però non è fra quelli inviati a Parigi e a Bruxelles dal ministro, ma sarà pubblicato la prossima settimana insieme al resto del lavoro.