Tassi zero, boom di richieste per nuovo Btp Italia

4 Aprile 2016, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – Era il 2012, nel pieno della crisi del debito sovrano dell’eurozona, quando Mario Draghi, numero uno della Bce pronunciò il famoso “whatever it takes”, che nacque il BTp Italia. Lo strumento arriva oggi alla nona emissione, per un ammontare di titoli in circolazione pari a 103,8 miliardi.

La cifra fa balzare il BTp Italia al quarto posto tra i nove titoli di Stato italiani, un titolo molto popolare tra i risparmiatori, che ne hanno acquistati 50 miliardi sui 100 emessi.

La durata del nuovo Btp Italia sarà di 8 anni con scadenza l’11 aprile 2024, con il pagamento della cedola che avverrà ogni sei mesi e sarà, come per questo tipo di strumenti, indicizzata al Foi (l’indice italiano dei prezzi al consumo per le famiglie).

“Il BTp Italia ha caratteristiche tali da poter attrarre ancor più l’interesse degli investitori in periodi di incertezza come questo. Il fatto che questo titolo paghi un tasso reale minimo garantito, e che vi sia un floor sul calcolo della cedola con il prezzo che non può scendere sotto 100, è una protezione forte per il sottoscrittore”.

Così Maria Cannata, direttore responsabile della gestione del debito pubblico al Tesoro all’indomani della nona emissione dei BTp che prende il via oggi. Da segnalare come nelle ultime due emissioni del BTp Italia la quota delle sottoscrizioni dei risparmiatore sono salite, e non per caso. In un contesto di  tassi molto bassi, un titolo con cedola variabile che può salire con l’inflazione attrae.

“Il BTp Italia è un titolo con una volatilità inferiore rispetto a quella dei BTp nominali e dei BTp indicizzati all’inflazione europea. Ed il nuovo BTp Italia consentirà all’investitore di trarre beneficio da un’inflazione in risalita nell’arco dei prossimi otto anni: attendersi una ripresa della crescita economica e del prezzo del petrolio in otto anni è abbastanza ragionevole (…) la cedola reale minima allo 0,40% offre un buon rendimento: il nuovo BTp a cinque anni, per fare un esempio di confronto, ha un tasso nominale, non reale, dello 0,34%”.

Insomma il BTP  Italia, in questa fase di inflazione molto bassa e di aspettative di inflazione inferiori all’1% su otto anni, ha caratteristiche che lo rendono molto appetibile rispetto al BTp nominale di pari durata.