TASSI USA: QUALI PAESI A RISCHIO DOPO IL RIALZO

16 Maggio 2000, di Redazione Wall Street Italia

L’aumento dei tassi d’interesse durante la riunione del Federal Open Market Committee di oggi e’ un dato certo. Il mercato concorda anche sull’incremento previsto, da settimane si parla dello 0,5%, ma quali saranno le conseguenze oltreoceano?

Se la Fed decide di aumentare i tassi di un qualsiasi valore percentuale superiore al previsto, infatti, la crescita economica di alcuni paesi nel mondo potrebbe essere rallentata e alcune fragili economie potrebbero essere spinte in recessione.

“Greenspan e’ il banchiere centrale mondiale”, speiga Michael Hartnett di Merrill Lynch, “se la Fed rallenta considerevolmente i consumi americani, questo avra’ senza dubbio un impatto globale”.

A ben vedere, i sette Paesi che piu’ dipendono dai mercati americani, sulla base delle esportazioni, sono Canada, Messico, Malesia, Taiwan, Tailandia, Indonesia e Corea del sud.

Ma a risentire di piu’ da un rialzo dei tassi Usa oltre le aspettative sarebbero forse soprattutto i Paesi con alti debiti esteri e bassi rating di credito, come per esempio Tailandia, Argentina, Brasile, Polonia e Indonesia.

Il mercato azionario tailandese ad esempio, si trova ai minimi degli ultimi 14 mesi. Il Brasile continua ad avere un enorme debito estero e la situazione economica in Indonesia rimane complicata da conflitti etnici.

A peggiorare i rischi di rallentamento della crescita globale sono gli aumenti dei tassi messi in atto quest’anno dalle banche centrali in Europa, Canada, Corea, Svizzera e Hong Kong, aumenti che, secondo molti analisti, continueranno in Europa a sostegno dell’euro.

“La stabilita’ dei prezzi americani e’ positiva anche per il resto del mondo”, commenta l’economista Martin Feldstein. “Se non verra’ ottenuta ora con un aumento moderato dei tassi, la raggiungeremo in seguito con crescite piu’ sostanziali e con effetti destabilizzanti”.

I rischi di recessione potrebbero pero’ essere evitati.

Se la Fed sara’ in grado di rallentare l’espansione americana al 3,6%, ritiene l’analista di Merrill Lynch, l’equilibrio oltreoceano puo’ essere mantenuto.

Se, pero’, la stretta sara’ eccessiva e la crescita registrera’ l’anno prossimo un tasso pari o inferiore al 2,5%, parecchi Paesi potranno essere portati in recessione.