TASSI USA: PIT STOP PER LA FEDERAL RESERVE

22 Maggio 2008, di Redazione Wall Street Italia

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(WSI) – Negli Usa oggi sono attesi i consueti dati settimanali sui sussidi di disoccupazione ed il dato relativo ai prezzi delle abitazioni.
Tassi di interesse: in area Euro i tassi di mercato sono saliti su tutta la curva, con lo spread sul 2-10 anni sceso a 15 pb, sulla scia delle borse e del rialzo del prezzo del petrolio. Il dato sull’indice Ifo tedesco di maggio è risultato migliore delle attese, con la componente prospettica che malgrado sia risultata in rialzo sta continuando il trend decrescente iniziato ad aprile 2006. In base al global outlook dell’Economist, l’Italia quest’anno registrerà una crescita prossima allo zero, mentre nel 2009 ci sarà una debole ripresa. L’intera area Euro quest’anno dovrebbe crescere dell’1,5%. Sul fronte azionario, Ubs ha annunciato un aumento di capitale da 15,6Mld $. Oggi il mercato obbligazionario dovrebbe continuare a seguire l’andamento del mercato statunitense e del prezzo del greggio. La resistenza sul decennale si colloca a 4,33%.

Negli Usa i tassi di mercato sono lievemente saliti nonostante il contestuale marcato ribasso dei listini azionari. Il movimento potrebbe essere dovuto sia al nuovo record del greggio che contribuisce ad aumentare le aspettative d’inflazione, sia alle minute della riunione del Fomc di aprile. Il report ha evidenziato come i membri sembrino intenzionati a non abbassare ulteriormente il tasso di riferimento. La Fed ha abbassato le stime sulla crescita del quarto trimestre 2008 ed allo stesso tempo ha aumentato quelle sull’inflazione. Risulta pertanto evidente come lo scenario futuro sia equamente bilanciato agli occhi della Fed tra rischi sulla crescita e rischi inflattivi. Il 2008 si prospetta come un anno difficile, mentre nel 2009 la crescita dovrebbe tornare su livelli più elevati e l’inflazione ridimensionarsi, anche se non ai livelli desiderati. Infine il report ha evidenziato che la decisione di ridurre il tasso di riferimento di 25pb al 2% è stata una decisione combattuta e molto discussa. Ricordiamo che due membri si erano opposti al taglio. Ieri Warsh, membro votante, ha dichiarato che anche qualora nel corso del 2008 la crescita rallenti ulteriormente, la Fed dovrà resistere alle richieste di ulteriori tagli dei tassi, perché il rischio inflazione è elevato. Per oggi sul decennale i supporti si collocano a 3,76 e 3,70%. La resistenza più vicina a 3,88% circa. Nel frattempo la Bis ha dichiarato che il mercato dei derivati nel 2007 è cresciuto al ritmo maggiore degli ultimi 10 anni poiché la crisi del credito ha aumentato l’utilizzo di derivati in ottica di copertura. Il mercato dei derivati globali si è attestato a 596.000 MLd$, +44% a/a.

Valute: Dollaro in marcato deprezzamento vs Euro sulla speculazione che l’elevato livello del greggio aumenterà l’inflazione negli Usa e contemporaneamente rallenterà la crescita. Il Dollaro è stato penalizzato anche dall’indice Ifo tedesco superiore alle attese. Per oggi l’area di resistenza si colloca in prossimità di 1,5835-1,5860. Il supporto è piuttosto distante a 1,5630 circa. Il Dollaro si è deprezzato anche verso Yen con il supporto importante in prossimità di 102,60. Marcato calo anche verso lo Yuan cinese che ha raggiunto un nuovo livello record.

Materie Prime: il forte ed inatteso ribasso delle scorte di greggio Usa (-5,32Mln vs attese di +300.000) ha innescato un violento rialzo del prezzo del greggio Wti che ha messo a segno un nuovo livello record poco sopra i 135$/barile. Nel frattempo l’International Energy Agency sembrerebbe pronta a ridurre le stime sull’offerta mondiale per il 2030, secondo quanto riportato dal Wsj. Andamento negativo invece per i metalli industriali ad eccezione dell’alluminio (+0,8%). I rialzo i metalli preziosi guidati dall’argento (+1,8%). Contrastati gli agricoli con il rialzo del mais (+3%) ed il calo del grano (-0,8%).

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