TASSI USA: NON SI PREVEDONO ULTERIORI TAGLI

29 Gennaio 2002, di Redazione Wall Street Italia

Il ciclo di allentamento della politica monetaria americana dovrebbe essere finito.

La scorsa settimana, il presidente della Federal Reserve Alan Greenspan ha chiaramente indicato che l’economia non ha piu’ bisogno di stimoli e, sebbene la banca centrale rimanga cauta sulle prospettive economiche, l’incontro del Federal Open Market Committee non dovrebbe concludersi mercoledi’ con un altro taglio ai tassi d’interesse.

Bruce Steinberg, capo economista di Merrill Lynch pensa, come molti altri operatori del mercato e gli investitori, che l’allentamento sia concluso.

Le previsioni sul prossimo aumento dei tassi d’interesse, pero’, non trovano tutti d’accordo.

“La Fed sara’ molto cauta nel variare la sua politica monetaria”, ha commentato Bill Dudley, economista di Goldman Sachs, ma Avery Shenfeld, economista di CIBC World Markets prevede invece un rapido aumento dei tassi dei fondi federali.

Secondo Jeffrey Kleintop, a capo della strategia d’investimento di PNC Advisors, non ci sono ragioni, perche’ la banca centrale aumenti i tassi nella prima meta’ dell’anno, poiche’ l’inflazione rimane sotto controllo e non c’e’ abbastanza domanda per sovvrastimolare la crescita economica.

Kleintop ha ricordato che la Fed non si oppone mai alla tendenza dell’occupazione, spiegando che con il tasso di disoccupazione in possibile aumento nei prossimi mesi, non ci dovrebbe essere alcuna azione da parte della banca centrale.

Gli investitori, invece, si preparano a un brusco cambiamento di rotta da parte della Fed. I futures del mercato monetario e il rendimento dei buoni del Tesoro a breve al Chicago Board of Trade indicano infatti la possibilita’ di due aumenti dei tassi d’interesse entro il 4 di luglio.