TASSI USA: NESSUNA FRETTA PER IL PROSSIMO RIALZO

17 Giugno 2008, di Redazione Wall Street Italia

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(WSI) – In Germania oggi è atteso l’indice Zew di giugno che ci fornirà un’indicazione sulle aspettative economiche del paese. La componente prospettica dovrebbe continuare a rimanere in territorio negativo soprattutto dopo i primi dati sulla crescita del secondo trimestre peggiori delle attese.

Tassi di interesse: in area Euro i tassi di mercato sono saliti sulla parte a breve termine, mentre sono rimasti pressoché stabili sul lungo in attesa di nuovi sviluppi sul fronte inflazione. I dati finali sui prezzi al consumo dell’intera area di maggio hanno registrato un incremento del 3,7% superiore al dato preliminare del 3,6%, attribuibile al rincaro dei prezzi energetici ed alimentari. I recenti incrementi lasciano aperta la possibilità di un mantenimento dei prezzi intorno al 3% per il resto dell’anno. Intanto ieri Tumpel-Gugerell, membro dell’esecutivo Bce, ha dichiarato che i mercati hanno compreso correttamente il segnale dell’istituto sui tassi, ovvero di un unico rialzo nella riunione di luglio. Sul monetario il tasso Euribor tre mesi rimane fermo a 4,96%, mentre si riduce lo spread con Eonia swap. L’attenzione degli operatori rimarrà focalizzata sulle notizie societarie e sull’andamento del prezzo del petrolio. Sul decennale la resistenza resta a 4,70%.

Negli Usa tassi di mercato in lieve rialzo sulla scia del buon recupero del comparto finanziario. Le tensioni dei giorni scorsi si sono in parte ridimensionate, in attesa delle trimestrali di Goldman Sachs e Morgan Stanley nel corso della settimana. Nel frattempo sul fronte immobiliare la fiducia dei costruttori di giugno ha eguagliato i minimi dello scorso dicembre. Un articolo pubblicato oggi sul Wsj evidenzia come la Fed al momento non avrebbe fretta di procedere all’aumento dei tassi che gli operatori si attendono entro fine anno. Un aumento ad agosto sarebbe possibile solo nel caso di dati davvero molto elevati sul fronte inflattivo. Anche le parole del membro Fed Lacker (tradizionalmente piuttosto duro sul tema prezzi) hanno evidenziato come le aspettative sull’inflazione, per quanto in rialzo, si siano stabilizzate negli ultimi giorni. Lo scenario che riteniamo più verosimile al momento è di tassi invariati almeno nel corso del’estate. La dinamica del greggio e delle materie prime in generale saranno determinanti per decidere se a fine anno occorrerà o meno implementare il rialzo atteso dagli operatori. Nel frattempo confermiamo la resistenza a 4,25% sul decennale.

Valute: Dollaro in rapido deprezzamento verso Euro dopo i dati finali sull’inflazione dell’area Euro di maggio. Si è trattato anche di una conferma del consolidamento del supporto a quota 1,5350. Al momento il cross è sottoposto alle due forze contrastanti rappresentate da un lato dall’intenzione della Bce di alzare i tassi a luglio e dall’altro dai toni duri sull’inflazione della Fed che però lascia intendere come la possibilità di un rialzo non sarebbe così imminente come nel caso della Bce. Nel breve la resistenza rilevante si colloca in prossimità di 1,5590. Il rafforzamento dell’Euro è stato evidente anche vs. Yen che ha superato quota 167 con possibilità nei prossimi giorni di spingersi fino al massimo del 2007 prossimo a 169.


Materie Prime: la giornata di ieri è stata caratterizzata da un nuovo record del petrolio, prossimo ai 140$/bar, sia a causa dell’apprezzamento dell’Euro, ma principalmente per la notizia di un incendio che ha colpito un impianto nel mare del Nord. Il possibile aumento della produzione da parte dell’Arabia Saudita il prossimo mese, ha però riportato il prezzo del greggio sotto quota 135$/b. Secondo fonti ONU, l’Arabia potrebbe portare la produzione a 9,7Mln bar/d, il più alto livello dal 1981. I metalli industriali hanno beneficiato del dato sulla produzione industriale cinese, in particolar modo il rame (+1,74%) ed il piombo (+1,92%). Continua il trend al ribasso dello zinco (-1,17%), ormai ai minimi dal 2006. Secondo l’International Lead and Zinc Study Group, l’offerta globale del metallo sarebbe superiore alla domanda di circa 78mila tonnellate. Salgono i preziosi, dopo la giornata negativa per il Dollaro, con argento e oro in rialzo del 4% e dell’1,5% rispettivamente. Poco variati gli agricoli dopo i forti rialzi dei giorni scorsi.

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