Tassi Usa: nessun rialzo fino a elezione nuovo Presidente

18 Novembre 2015, di Mariangela Tessa

NEW YORK (WSI) – Mentre il consensus di mercato sembra convergere sull’idea che la Fed alzera’ per la prima vota dal 2006 i tassi di interesse, c’e’ chi non la pensa in questo modo. “Non c’e’ nessuna chance che, in una congiuntura come quella attuale, la Fed alzi i tassi a dicembre.

E’ troppo tardi” scrive in un articolo pubblicato su Seeking Alpha il gestore americano Lawrence Fuller, mettendo in evidenza che l’ultima carrellata di dati macro arrivati negli ultimi giorni (consumi prima di tutto) ha allungato un’ombra troppo lunga sullo stato dell’economia americana, finendo cosi’ per smorzare il precedente entusiasmo in merito alla robustezza della ripresa.

Non solo. Per Fuller, al di la’ dell’obiettivo dell’inflazione (il target della Fed e’ il 2% ndr) che non e’ ancora centrato, la questione centrale che si pone e’ la reazione del mercato. La scorsa settimana di fronte all’ipotesi di un aumento dei tassi di interesse, lo S&P 500 ha perso circa il 4%. Una reazione scomposta – secondo il gestore – che rischia di mettere sotto pressione anche l’economia Usa  durante la campagna per le Presidenziali 2016.

Motivo quest’ultimo per cui Fuller ritiene che “non ci sara’ nessun rialzo dei tassi ora, nessuno fino all’elezione del nuovo Presidente americano, ovvero tra un anno circa. Come effetto di questa mancata decisione, “lo S&P 500 entrera’ in una fase di mini-rally fino alla fine dell’anno per per poi successivamente spingersi significativamente in basso”.

Il rimbalzo di fine anno “sara’ un’opportunita’ per riorganizzare i portafogli e posizionarli in modo da favorire i titoli difensivi per il giorno della resa dei conti finale. Quello sara’ i giorno in cui i mercati avranno esaurito le cartucce e, dunque, non risponderanno piu’ positivamente alle promesse di denaro a costo zero”.