TASSI: STATE PUR CERTI CHE AUMENTERANNO

25 Febbraio 2005, di Redazione Wall Street Italia

*Antonio Cesarano e’ il Responsabile Desk Market Research di MPS Finance. I suoi commenti non implicano responsabilita’ alcuna per Wall Street Italia, che notoriamente non svolge alcuna attivita’ di trading e pubblica tali indicazioni a puro scopo informativo. Si prega di leggere, a questo proposito, il disclaimer ufficiale di WSI.

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(WSI) – La seconda lettura del Pil del quarto trimestre Usa (rivisto al rialzo t/t
annualizzato) ha confermato in gran parte le attese, sebbene non sia
mancato un elemento di novità sul lato dei consumi.

I fattori che erano attesi supportare la revisione al rialzo sono stati
confermati:
1) minore contribuzione negativa delle esportazioni nette (da -1,73% a
-1,43%);
2) maggiore contribuzione positiva della spesa per investimenti (attesa
dopo la revisione al rialzo delle consegne di beni durevoli di dicembre),
in particolare quelli non residenziali (la contribuzione è stata rivista da
+1,06 a +1,4%) in cui sono ricompresi gran parte dei beni (costruzioni ad
uso commerciale, apparecchiature, software ecc.) che hanno beneficiato
degli incentivi in essere fino al dicembre del 2004 e validi solo per i
beni consegnati entro tale mese.

L’effetto incentivi agli investimenti è stato particolarmente evidente nel
secondo, terzo e quarto trimestre del 2004 nell’ambito dei quali le
variazioni t/t anualizzate degli investimenti fissi non residenziali sono
state rispettivamente pari a +12,5%, +13% e +14%.

E’ stata invece sorprendente la revisione al ribasso della contribuzione
della spesa personale (da 3,22% a 2,89%) con una variazione annualizzata
rivista da 4,6 a 4,2%.
Considerando che il deflatore del Pil (insieme a quello più specifico della
spesa personale) è rimasto sotanzialmente invariato rispetto alla
precedente pubblicazione, l’emento di novità è rappresntato prorpio dalla
revisione al ribasso della spesa personale.

L’andamento dei consumi con le conseguenti strette interrelazioni con la
dinamica occupazionale, potrebbe rappresentare il motivo di attenzione
prevalente della Fed nella conduzione della politica monetaria. La
possibilità di un ulteriore rallentamento dei consumi e più in generale
della crescita dell’economia, rendono pertanto non inverosimile l’ipotesi
di una continuazione di rialzi graduali dei tassi di interesse confinata al
semestre in corso.