Tassi negativi sui correntisti: dopo Intesa SanPaolo anche Mps dice no

17 Ottobre 2019, di Alessandra Caparello

Dopo Intesa SanPaolo anche Mps prende le distanze da UniCredit in merito alla questione dei tassi negativi. Stefania Bariatti, presidente del consiglio di amministrazione di Mps, a margine del comitato esecutivo dell’Associazione Banche Italiane (Abi), della quale è vicepresidente ha detto:

“Noi non ci abbiamo mai pensato e anche altre banche hanno detto che non intendono seguire la decisione di Jean-Pierre Mustier“.

La scorsa settimana il numero uno della banca di Piazza Gae Aulenti aveva annunciato la svolta storica di applicare i tassi negativi ai conti correnti con una quantità elevata di denaro, da 100mila ipotizzata inizialmente a 1 milione di euro.  A seguire il presidente diIntesa Sanpaolo, Gian Maria Gros-Pietro, ha escluso due giorni fa la possibilità di applicare i tassi negativi ai clienti, aggiungendo però che “sui grandi depositi il nostro obiettivo è offrire a questi risparmiatori delle opportunità di investimento che siano apprezzabili”.

E le altre banche? A quanto risulta a Il Sole 24 Ore, per il Credem o Banco Bpm quello dei tassi negativi sui depositi non è in alcun modo un tema sul tavolo, così anche l’ad di Banca Popolare di Sondrio, Mario Pedranzini ha precisato:

Noi valuteremo. Per ora non abbiamo assolutamente considerato questa ipotesi. Si tratterà di vedere se c’è la possibilità di trasferire questo onere sui prestiti perché da qualche parte il bilancio dobbiamo tirarlo fuori.

L’ad di Banca Generali Gian Maria Mossa a La Stampa ha passato la patata bollente al governo.

Tassi negativi sui depositi bancari? Decida il governo. Questa proposta di Unicredit può essere attuata solo collegialmente, dalle istituzioni”.