Tassi negativi: pazienza banchieri sta terminando

12 Maggio 2017, di Alessandra Caparello

I tassi di interesse negativi sono la pena del settore finanziario come sostengono i banchieri svizzeri. Da quando la banca nazionale svizzera (SNB) ha introdotto un tasso di interesse negativo a gennaio 2015, le banche elvetiche hanno speso 3 miliardi di franchi per piazzare il proprio denaro sui conti depositi della banca centrale.

Una politica monetaria che ha come obiettivo quello di scoraggiare gli investitori che considerano la moneta nazionale un valore rifugio ed evitare così il suo forte apprezzamento. I tassi di interesse negativi negli ultimi anni hanno causato grandi danni agli investimenti tradizionali, in primis le obbligazioni e hanno colpito indistintamente il sistema bancario, assicurativo, i fondi pensioni e patrimoniali. Così gli investitori hanno raccolto la loro rabbia e frustrazione durante il convegno tenutosi a Zurigo, il Private Banking Day, organizzato dall’Associazione delle banche svizzere di gestione patrimoniale (ABG) e dall’Associazione dei banchieri privati svizzeri (ABPS).

Mentre i rappresentanti del settore bancario hanno criticato i tassi negativi, che porterebbero ad un mancato guadagno di 1,5 miliardi di franchi all’anno, dal canto suo il presidente della Banca nazionale svizzera Thomas Jordan, anch’egli presente al Private Banking Day, ha sostenuto che l’introduzione dei tassi d’interesse negativi ha avuto per le banche un impatto negativo inferiore rispetto a quello stimato.

Secondo Jordan l’anomalia dei tassi d’interesse negativi resta uno strumento indispensabile per calmierare la pressione sul franco svizzero e al tempo stesso garantire la stabilità dei prezzi.

“Siamo in una situazione in cui le persone sono sempre pronte ad acquistare franchi, anche pagando tassi negativi. La politica monetaria può cambiare solo una volta che cambia tale situazione”.

Tuttavia Jordan sente il fiato sul collo vista la crescente protesta. Herbert Scheidt, presidente dell’associazione svizzera dei banchieri, ha criticato il fatto che con i tassi negativi le banche elvetiche hanno accumulato 1,5 miliardi di debiti solo lo scorso anno.

“Questi soldi avrebbero potuto essere spesi a cose molto più utili, come ad esempio a migliorare i sistemi di information technology. Inoltre i tassi bassi hanno incoraggiato la gente ad accumulare denaro piuttosto che ad investire”.

Infine a prendere la parola anche il ministro delle finanze Ueli Maurer che si è espresso a favore di un alleggerimento dei costi legati alla regolamentazione, sostenendo tra l’altro che la politica del governo mira a migliorare la posizione delle banche elvetiche in Europa e nel mondo.