Tassi mutui in miglioramento? Spread resta più alto d’Europa

13 Maggio 2013, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Il mutuo di molte famiglie, o meglio il tasso, sarà protagonista di una modifica al ribasso nei prossimi mesi, che ne alleggerirà le rate. Merito della decisione della Banca Centrale Europea di tagliare il costo del denaro dallo 0,75 allo 0,50%. In Italia tuttavia questa mossa avrebbe potuto portare effetti migliori, se non fosse per lo spread applicato dalle banche ai finanziamenti per comprare casa.

Tornano a denunciarlo Adusbef e Federconsumatori che, sulla base dei dati Bce (riferiti a febbraio, ndr), hanno constatato una netta differenza fra il differenziale medio europeo e il nostro, ancora troppo alto. Sia quello dei mutui (da 119 punti base a dicembre 2012 ai 131 di febbraio 2013), sia quello dei prestiti (da 152 a 183 punti base) hanno conosciuto un ulteriore aumento, portando il tasso medio italiano al 4,64% contro quello europeo fermo al 3,35%.

Per questo motivo le due associazioni dei consumatori sono scettiche riguardo ai reali benefici che il taglio dei tassi apporterà sui nuovi mutui nel nostro Paese. Immaginando che una famiglia voglia sottoscrivere un finanziamento di 100 mila euro per trent’anni, la rata mensile sarà più cara rispetto a quella versata da un’altra famiglia Ue di ben 912 euro all’anno. Secondo i calcoli di Adusbef e Federconsumatori, un mutuo del genere costa in Italia 27.360 euro in più che nel resto d’Europa.

Non usa mezzi termini Elio Lannutti, presidente Adusbef, che insieme a Rosario Trefiletti, numero uno di Federconsumatori, indicano nella mancanza di trasparenza del mercato bancario la principale causa della disparità di trattamento ricevuta dai mutuatari italiani rispetto agli omologhi europei.

Secondo Lannutti e Trefiletti, gli istituti italiani “al riparo dalla concorrenza e da doverose sanzioni per abuso di mercato, accordi di cartello e patti leonini, continuano ad approfittare indisturbate anche del basso livello dell’Euribor per i tassi variabili (stabile da marzo) ed Eurirs per i tassi fissi (in calo) per imporre spread altissimi sui mutui saccheggiando le tasche dei consumatori e delle famiglie stremate dalla crisi”.

L’appello rivolto al Governo include la richiesta di una maggiore sorveglianza sulle pratiche commerciali delle banche e l’inasprimento delle sanzioni, perché – scrivono Trefiletti e Lannutti – non sono più ammissibili “gli usi e abusi bancari”. All’esecutivo tocca il compito di intervenire “per lenire i soprusi quotidiani a danno della clientela, che sono la palla al piede per la ripresa economica e produttiva, un vero e proprio gap per vincere la crisi”.

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