TASSI: LA FED SMENTISCE LE VOCI SUL MEETING

3 Febbraio 2000, di Redazione Wall Street Italia

Il mercato finanziario di New York e’ preda dei rumors, tutti originati dal drammatico cambiamento di scenario sul fronte del reddito fisso. A Wall Street si e’ parlato perfino di una riunione di emergenza della Federal Reserve, per affrontare la paradossale situazione del forte calo dei tassi, il giorno successivo al varo di una stretta monetaria.

La Federal Reserve, dopo un ”no comment” iniziale, ha poi smentito ufficialmente che un meeeting di emergenza sia stato effettuato.

Subito dopo la smentita il mercato azionario ha ripreso fiato. E l’indice Dow Jones, che era sceso fino a -155 punti, ha recuperato quasi per intero la perdita.

I rumors – che WallStreetItalia.com riporta solo in quanto sono parte essenziale del mercato finanziario in situazioni come questa, quando investitori istituzionali e privati guadagnano e perdono soldi in pochi minuti – indicano anche difficolta’ di alcuni hedge funds, che si sono trovati dalla parte sbagliata del mercato. Il ribasso dei tassi nonostante la stretta monetaria della Federal Reserve, non era stato previsto dalla maggior parte degli operatori.

Tutto e’ cominciato ieri (vedere articoli di Wall Street Italia), ma stamattina si e’ verificato un ulteriore, fortissimo rally dei prezzi del titolo del Tesoro Usa a 30 anni, considerato il ‘benchmark’, cioe’ il riferimento del mercato: il T-Bond trentennale quotava infatti dopo l’apertura di Wall Street 100,38, un rialzo record di 2,47 punti rispetto alla chiusura di ieri.

In seguito l’incremento dei prezzi e’ proseguito con una forza mai vista in anni recenti sul mercato obbligazionario (+3 punti), e cio’ ha fatto calare a picco i tassi di mercato, portando il rendimento del trentennale al 6,00%, il minimo assoluto delle ultime settimane. Agli inizi di gennaio il rendimento aveva toccato un tetto del 6,70%.

Alle 12:20 la situazione si era solo in parte rinormalizzata, con il prezzo del T-Bond a 30 anni a 100,50, in rialzo di 2,59 punti, e il tasso al 6,09%.

Il gran rimescolamento di carte e’ dovuto alla decisioni del ministero del Tesoro anunciate l’altro giorno. La sostanza e’ che ci saranno meno emissioni di titoli, meno frequenti, il Tesoro ricomprera’ parte dei titoli in circolazione, il tutto grazie ai surplus di bilancio degli Stati Uniti.

I trader stanno rivendo l’intera curva dei tassi, perche’ il benchmark – il T-Bond a 30 anni – con un rally del genere e i tassi cosi’ bassi, sta spiazzando adesso tutti gli altri tipi di emissione, compresi i bond corporate (imiliardi di dollari emessi dalle aziende americane) fino a ai mutui immobiliari.

Siccome si e’ creato un caso di ”curva invertita”, i rendimenti delle emissioni a 2, 5 e 10 anni sono sempre piu’ vicini a quelli del trentennale. In questa situazione di estrema confusione c’e’ addirittura chi parla, tra i trader del pit di Chicago dove si trattano i futures sui titoli di Stato Usa – della possibilita’ che il nuovo benchmark dell’obbligazionario possa diventare presto il bond decennale.

(ARTICOLO IN FASE DI SCRITTURA)