TASSI, IL DILEMMA E’: FERMI O IN SALITA?

11 Giugno 2008, di Redazione Wall Street Italia

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(WSI) – Tassi di interesse: in area Euro i tassi di mercato hanno chiuso contrastati. Si è infatti assistito ad un calo nella parte a breve termine della curva ed un rialzo in quella a lungo, portando lo spread sul 2-10 a -13 pb dai precedenti -19 pb. Il future sul bund tedesco è sceso sotto la soglia di 111, risentendo del calo del mercato statunitense.

A pesare sui titoli a lungo termine sono i rinnovati timori di inflazione in seguito ai continui moniti da parte di varie banche centrali. Sul fronte macro ieri è stato pubblicato il Pil finale del primo trimestre italiano che ha registrato un miglioramento rispetto al preliminare, con un contributo positivo da parte delle esportazioni nette, mentre il contributo dei consumi ed investimenti resta pressoché nullo. Oggi i mercati resteranno in attesa dell’apertura del mercato Usa e di eventuali notizie sul fronte societario.

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Negli Usa tassi di mercato in sensibile rialzo sulla scia di timori più accentuati di inflazione crescente su scala globale. Ieri la banca centrale del Canada non ha effettuato un atteso taglio dei tassi a causa delle crescenti pressioni sui prezzi. Questa sera è atteso un discorso di Kohn (membro votante del Fomc) proprio sul tema inflazione. Le recenti dichiarazioni di Bernanke lasciano ipotizzare che anche il Beige Book pubblicato questa sera evidenzierà maggiori rischi inflattivi, con un’attenuazione dei rischi al ribasso sulla crescita. In questo contesto è comprensibile allora il fatto che le aspettative degli operatori si stiano spostando verso l’ipotesi di tre rialzi dei tassi Fed da 25pb ciascuno entro fine anno.

Malgrado ciò, lo scenario che riteniamo però più verosimile è di tassi fermi della Fed nella seconda parte dell’anno con toni però molto forti sul tema inflazione per cercare di frenare l’eccessivo deprezzamento del Dollaro e di conseguenza anche il forte rialzo delle materie prime, prima fra tutte il petrolio. Il livello di resistenza sul decennale si colloca al 4,13%.

Valute: Dollaro in marcato apprezzamento verso Euro sulla scia di maggiori aspettative di rialzi dei tassi da parte della Fed. Inoltre ieri Paulson ha ribadito la politica del Dollaro forte senza escludere l’ipotesi di interventi sui mercati. Le parole di Paulson saranno importanti nel corso del G-8 atteso il prossimo 13 e 14 giugno in Giappone. Nel breve il supporto si colloca tra 1,5370 e 1,5450. Yen ancora in deprezzamento sulla scia della forza relativa del biglietto verde. Verso Euro l’area di resistenza rilevante si colloca tra 166,50 e 167,50. Nel frattempo in Giappone si è registrato un forte incremento dei prezzi alla produzione di aprile a fronte di una revisione al rialzo del Pil del primo trimestre, grazie ad una netta revisione al rialzo della contribuzione degli investimenti aziendali.

Materie Prime: il movimento del dollaro verso l’alto ha spinto tutto il comparto degli energetici verso il basso. Il greggio Wti ha chiuso ieri a 131,3$/bar cedendo il 2,26%, sebbene in giornata avesse raggiunto un picco di 137$/bar, complici le previsioni di Gazprom, che vedono un prezzo del petrolio vicino ai 250$/b nel prossimo futuro. L’IEA ad ogni modo ha tagliato le stime per la domanda globale di greggio per il 2008, ed anche l’Opec ha dichiarato che l’offerta è “largamente sufficiente”.

L’Opec inoltre ha invitato Goldman Sachs e Morgan Stanley nonché i paesi consumatori a discutere degli attuali livelli del prezzo del greggio. Anche i preziosi hanno risentito l’apprezzamento del biglietto verde in particolare l’argento che ha ceduto il 3,34%. Anche l’oro (-3%) è in discesa ed è sui minimi da tre settimane poco sopra quota 875$/oncia. Positivi gli agricoli in particolare mais e grano dopo le forti piogge dei giorni scorsi in USA. Tra gli industriali il rame (-1,31%) è ai minimi da marzo su timori di una crescita cinese più bassa del previsto.

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