TASSI: ECCO LA STRATEGIA DELLA BANCA EUROPEA

12 Giugno 2008, di Redazione Wall Street Italia

*Questo documento e’ stato preparato da MPS Capital Services ed e’ rivolto esclusivamente ad investitori istituzionali ovvero ad operatori e clientela professionale ai sensi dell’allegato n.3 al
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(WSI) – In area Euro oggi è attesa la produzione industriale di aprile, che dopo il peggioramento dato tedesco potrebbe risultare inferiore delle attese. Negli Usa attese le vendite al dettaglio di maggio, importanti per verificare l’impatto sui consumi del primo round di distribuzione dei rimborsi fiscali che si concluderanno a metà luglio.

Tassi di interesse: in area Euro le dichiarazioni di Stark e Noyer, che sembrano escludere una serie di rialzi dei tassi da parte della Bce e quindi confermare la nostra attesa di un unico rialzo da 25 pb a luglio, hanno ridotto il differenziale sul 2-10 anni, portandolo a -7 pb. In mattinata il differenziale si è ulteriormente ridotto, avvicinandosi allo zero. Resta intorno ai 60 pb lo spread sul decennale Italia-Germania, mentre il tasso Euribor tre mesi è rimasto fermo a 4,96%. Gli operatori, che dopo il discorso di Trichet scontavano due rialzi da parte della Bce, stanno iniziando a scommettere su un unico rialzo a luglio.

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Negli Usa tassi di mercato in lieve calo sulla scia delle forti perdite dei listini azionari trascinati al ribasso ancora dal comparto finanziario dove si intensificano i timori di corpose svalutazioni in arrivo in occasione delle prossime trimestrali. Lehman continua ad essere uno dei titoli più colpiti con una perdita ieri di oltre il 13%.

Nel frattempo l’anziano membro della Fed Kohn, ha ribadito la necessità di ancorare le aspettative di inflazione, in linea pertanto con le dichiarazioni recenti di Bernanke volte verosimilmente ad aumentare la percezione di una banca centrale determinata sul tema inflazione. Anche il Beige Book ha sottolineato da un lato il rallentamento in corso della spesa per consumi a causa principalmente del rialzo del petrolio, e dall’altro ha anche indicato come alcune aziende del comparto manifatturiero stiano iniziando a trasferire parte dei rialzi delle materie prime sui beni prodotti.

Gli operatori stanno gradualmente portando a 4 il numero di rialzi attesi per fine anno dalla Fed. Oggi è attesa l’asta da 11Mld$ sul comparto decennale. Sul decennale ribadiamo la resistenza a 4,13%.

Valute: il Dollaro questa mattina ha invertito il temporaneo deprezzamento verso Euro provando a forare al ribasso l’area 1,54. Il biglietto verde subisce l’impatto delle ripetute dichiarazioni da parte dei membri Fed sul tema inflazione. Dall’altro lato in area Euro alcuni membri della Bce hanno cercato di spiegare che la banca centrale non ha in mente una serie di rialzi.

Inoltre gli acquisti di Dollari sono anche supportati dall’attesa di dichiarazioni contrarie ad un ulteriore deprezzamento del biglietto verde, nel corso del G-8 che inizierà domani. Il supporto principale rimane fissato a quota 1,5370 e successivamente 1,5280. Yen sostanzialmente stabile o in lieve deprezzamento verso Dollaro ed Euro. Verso Euro la prima resistenza si colloca a 166,50. Nel frattempo i dati sui prezzi al consumo cinesi di maggio hanno evidenziato un rallentamento del tendenziale, passato da 8,5% a 7,7% grazie al moderato ridimensionamento della componente alimentare.

Materie Prime: buona performance per molte materie prime. Il prezzo del greggio sale (+3,9%) in seguito al dato sulle scorte americane calate più del previsto, aumentando le preoccupazioni sulle riserve per la stagione estiva. Il prezzo ha anche beneficiato delle rinnovate tensioni tra Iran e Usa.

Intanto l’Opec spera che nell’incontro del 22 giugno si giunga ad una soluzione per porre rimedio ai continui record messi a segno in questo periodo dal greggio, nonché ad una valutazione più attenta del ruolo degli speculatori nel mercato. Bene gli agricoli dopo le forti piogge verificatesi in Usa che hanno danneggiato i raccolti. Il mais (+4,46%) ha fatto registrare un nuovo record per il sesto giorno consecutivo, guadagnando in due settimane il 26%. Bene anche la soia (+4,84%) ai massimi da tre mesi. In forte rialzo lo zucchero (+8,06%) dove si specula sulla possibile ripresa delle importazioni da parte dell’India. Positivi anche gli industriali ad eccezione del piombo (-4,33%). Salgono i preziosi che seguono l’apprezzamento dell’Euro.

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