TASSI: AUMENTA LA PROBABILITA’ DI UN TAGLIO FED DELLO 0.75%

21 Novembre 2008, di Redazione Wall Street Italia

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(WSI) – Tassi di interesse: in forte calo i tassi di mercato in area Euro con il tasso a dieci anni sceso sotto il 3,40% ed il due anni giunto in prossimità del 2%. Le forti tensioni sui mercati continuano ad essere guidate dai timori di recessione e deflazione. Continuano le tensioni sui paesi emergenti con l’indice Embi+ che si è allargato di altri 39 pb.

Dopo l’Ucraina e l’Islanda anche la Turchia si appresta a ricevere un finanziamento dal Fmi. In base a quanto riportato dai media locali il pacchetto dovrebbe attestarsi tra i 20-40 Mld$. Difficoltà sta incontrando anche la Russia dove, in base a quanto riportato Wsj, in 300.000 non hanno ricevuto il loro salario dal mese di settembre e questo rievoca la crisi del 1990.

Il primo ministro Putin ha però annunciato nuove misure a sostegno dell’economia. La paura della deflazione continua a preoccupare le banche centrali. Ieri è stata la volta della Banca Centrale Svizzera che ha ridotto il tasso di riferimento di 100 pb portando il range sul Libor tre mesi in franchi svizzeri a 0,5%-1,5%. Sul decennale il supporto si colloca a 3,28% e 3,22%.

Negli Usa altra giornata di forte calo sui listini azionari (S&P500 ai minimi degli ultimi 11 anni) con fortissima penalizzazione del comparto energetico (-16%) e di quello finanziario, nell’ambito del quale spicca il crollo di Citigroup (-26%, ai minimi dal 1993) e di JPMorgan (-13%). L’attenzione degli operatori è stata focalizzata anche sulla risoluzione della crisi del settore automobilistico, con un aspro scontro all’interno del congresso tra repubblicani e democratici sull’ipotesi di supporto governativo all’industria.

Alla fine il congresso ha deciso di richiedere alle case automobilistiche un nuovo piano industriale da presentare il 2 dicembre. Il congresso poi si riunirà nelle giornate successive per decidere sul piano di aiuti. Le parole di Nancy Pelosi, portavoce della camera, sono emblematiche a tal proposito: “fino a quando non ci mostreranno un piano, noi non possiamo mostrargli il denaro”. General Motors e Ford hanno comunque chiuso la giornata in rialzo, rispettivamente del 3% e del 10%.

La giornata negativa in borsa è stata determinata anche dai dati macro, in particolare le richieste di sussidi per la disoccupazione, ai massimi da oltre 25 anni. Questa mattina i future sugli indici azionari Usa presentano però guadagni nell’ordine di circa il 4%, in seguito all’indiscrezione riportata dal Wsj secondo cui Citigroup oggi stesso avrebbe convocato un cda straordinario per discutere della possibilità di vendere parte o l’intera banca. Lo stesso giornale cita l’ipotesi di un’eventuale fusione con Morgan Stanley o con Goldman Sachs.

La stessa Citigroup inoltre avrebbe fatto richiesta alla Sec di reintrodurre il divieto di vendite allo scoperto, ipotesi che il presidente della Sec potrebbe già discutere il prossimo lunedì in accordo con gli altri supervisori mondiali.


Sul fronte obbligazionario, il crollo dei listini azionari si è tradotto in un fortissimo calo dei tassi di mercato raggiungendo nuovi minimi storici sia sul due anni (al di sotto dell’1%) sia sul 10 anni (al di sotto del 3%). Questa mattina i tassi sono poi risaliti. Aumenta nel frattempo la probabilità attribuita all’ipotesi di taglio Fed da 75pb. Per oggi sul decennale indichiamo l’area del 3% come supporto.

Valute: Dollaro sostanzialmente stabile dopo aver sperimentato un leggero apprezzamento vs. Euro in seguito al forte calo dei listini azionari. La principale resistenza continua a stazionare in prossimità della media mobile a 21 giorni passante oggi per 1,27 circa a fronte del supporto in prossimità dei minimi del 2008 pari a 1,2330. Le turbolenze sui listini europei ed Usa hanno comportato un apprezzamento dello Yen nelle ultime 24 ore, sebbene parte del guadagno sia stato ceduto nel corso della notte sulla scia del rialzo delle borse asiatiche.


Verso Euro c’è stato un tentativo di rottura del supporto a 117,67, con il cross che si è spinto fino a 116,44 (nuovo supporto) per poi rimbalzare. La resistenza per oggi si colloca a 122,30 circa. Nel corso della notte la BoJ ha lasciato il tasso di riferimento invariato allo 0,30% con decisione unanime ribadendo il crescente aumento dei rischi ribassisti sulla crescita a causa delle turbolenze finanziarie. Il governatore ha incaricato il proprio staff di studiare nuovi metodi per immettere liquidità nel sistema.

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