Tassi a zero o negativi. “Meglio cash che Bond”

13 Novembre 2015, di Laura Naka Antonelli

ROMA (WSI) – Realtà ormai a tassi zero, se non negativi. La settimana si chiude con nuovi minimi storici che sono stati testati nelle aste dei Bot e dei BTP italiani – con i tassi sui CTZ e i Bot a sei mesi sotto lo zero – e con rendimenti che sono ulteriormente scesi in territorio negativo nel caso dei Bund tedeschi a due anni e di quelli olandesi. In questo contesto, quali strategie di portafoglio adottare?

Un’analisi di Reuters indica che nel panorama degli investimenti “il cash è diventato, per certi aspetti, il miglior amico del gestore di portafogli multiasset”.

Diverse le opinioni degli esperti intervistati da Reuters.  Schroders Italia Sim ha per esempio aumentato del 20% il peso della liquidità di un portafoglio bilanciato globale prima dell’estate e poi di altri tredici punti a settembre dopo il picco di volatilità di agosto, quando il Vix è schizzato ai massimi dall’ottobre 2011. Donatella Principe, responsabile del business istituzionale della società di gestione, ha commentato.

La duration, che per quasi un decennio ha rappresentato l’hedging perfetto di portafoglio contro diverse fonti di rischio ha smesso di operare come scudo di portafoglio, ma anzi potrebbe rappresentare di qui in avanti una fonte aggiuntiva di rischio nelle fasi di risk-off di mercato.

Francesco Sandrini, responsabile strategie multi asset in titoli intervistato sempre da Reuters, ha spezzato anch’egli una lancia a favore del cash.

Le aspettative di capital gain su investimenti obbligazionari governativi saranno limitate o negative per i prossimi anni. (…) La liquidità diventa quindi un asset superiore rispetto ai titoli di Stato perchè ha meno rischio non avendo rischio di duration e un rendimento atteso comparabile se non leggermente migliore se visto su un orizzonte di breve”.

Riguardo invece alle gestioni che hanno come obiettivo la distribuzione di un reddito “tendiamo a usare le azioni con coperture in derivati piuttosto significative”.

Michele Gesualdi, responsabile business multi manager di Kairos:.

Meglio il cash delle obbligazioni perchè la cassa può essere utilizzata per rientrare sul mercato in una fase di ribasso e adesso il costo-opportunità di detenere cassa è diventato simile a quello di avere in portafoglio bond, anzi è diventato meno rischioso anche se i rendimenti sono nulli o negativi.

E ancora, sulle strategie alternative.

Abbiamo una situazione in cui sia azioni che obbligazioni hanno un upside relativamente limitato ma un potenziale di downside ingente. In queste fasi gli alternatives tendono ad essere l’opzione migliore per affrontare quelli che possiamo definire ‘scenari inesplorati’.

C’è poi Oddo, che ha deciso di dire addio al rischio tasso in portafoglio dal 2004 lanciando Oddo ProActif Europe, che si basa sulla selezione di azioni e si protegge con la liquidità. Il gestore Emmanuel Chapuis spiega:

 Pilotiamo l’esposizione all’azionario sulla base delle opportunità di investimento sul mercato ma, se non abbiamo nessuna idea di investimento, i clienti devono accettare che lasciamo i soldi in cash che rende zero o che ha anche rendimenti leggermente negativi perchè è la migliore protezione che possono avere.