Tassa Robin Hood contro la City: il piano dei Labouristi

15 Maggio 2017, di Alessandra Caparello

LONDRA (WSI) – Promette di far entrare nelle casse dello Stato  ben 26 miliardi di sterline la Robin hood tax, l’imposta sulle transazioni finanziarie.

A rilanciarla fra le polemiche il Cancelliere dello Scacchiere ombra John McDonnell: la sua proposta prevede di estendere limposta di bollo dello 0,5% sulle azioni ad altre attività finanziarie, comprese obbligazioni e derivati.

La Robin hood tax farebbe sì che anche il settore finanziario possa pagare la sua parte dopo i danni causati dalla crisi finanziaria del 2007-2008.

“Abbiamo salvato la City dieci anni fa quando è arrivato il crollo, versando centinaia di miliardi di sterline. Da allora 100 miliardi sono stati concessi in bonus per la City e ora chiediamo un piccolo contributo per finanziarie i nostri servizi pubblici”.

Le imprese della City hanno parlato di danni per Londra come centro finanziario. Dal canto sui McDonnel ha respinto le accuse affermando che la tassa non è un trattamento punitivo nei confronti dei banchieri ma un’azione per contrastare alcuni stratagemmi per pagare meno tasse.

Non sono dello stesso avviso i Conservatori secondo cui la tassa è una vera e propria follia, che finirebbe col colpire gravemente la City di Londra proprio nella fase delicata della Brexit, causando la perdita di competitività e di posti di lavoro.

L’idea di tassare i ricchi della City entra così nel programma politico dei laburisti in vista delle elezioni di giugno, indette dal premier Theresa May. In base agli ultimi sondaggi il partito laburista è in rimonta ma nettamente indietro di 14-15 punti rispetto ai Tories che sono destinati a stravincere le elezioni di giugno e a riprova un’analisi del Financial Times rivela che solo il 22% del paese vuole fermare il processo di uscita dall’Unione europea.