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Non ci sarà nessun incontro tra il presidente Usa Donald Trump e il leader cinese Xi Jinping prima del primo marzo, fine della tregua nella guerra commerciale tra le due superpotenze economiche.Lo ha confermato ieri lo stesso Trump ai giornalisti alla Casa Bianca, quando gli è stato chiesto se fosse stato organizzato un incontro tra i
I dazi introdotti lo scorso settembre dagli Usa, scrive l’Unctad, comporteranno una sostituzione nella domanda di merci che favorirĂ soprattutto l’Ue
Un aumento dello Spread comporta non solo contraccolpi per l’economia, ma anche il rischio di maggiori imposte sui risparmi e sugli immobili.
Fed alla mercĂ© dei mercati: sul breve tutto bene ma saranno problemi se l’economia Usa dovesse subire una frenata oppure un’accelerazione. Tech in ripresa.
Secondo indiscrezioni stampa, la delegazione cinese sarebbe al lavoro per un meeting Trump-Xi per siglare un accordo tra i due paesi
Trader sull’attenti: una serie di questioni calde ancora aperte si potrebbe risolvere in settimana: vice premier cinese Liu He è diretto a Washington per discutere di dazi e commercio.
Affondo dei finanziere Usa contro Trump ma soprattutto Xi. Il presidente cinese viene definito “il piĂą pericoloso oppositore delle societĂ aperte”.
Il presidente Usa Donald Trump prova a spazzare le nubi che si sono addensate nelle trattative con la Cina sul fronte commerciale, dopo le indiscrezioni stampa su uno stop alle trattative.“I negoziati con la Cina stanno andando molto bene” ha ribadito ieri il presidente americano, parlando alla stampa dalla Casa Bianca. “Mi piace dove ci troviamo nell’ambito delle
CIO della banca Mark Haefele: grosso rischio legato alla guerra commerciale trascurato dai piĂą, ma che potrebbe portare turbolenze. Cambiamento “epocale” che crea anche opportunitĂ di profitto sui mercati.
Ieri alla ripresa delle contrattazioni dopo la pausa per il Martin Luther King Day, il Dow Jones ha perso 300 punti, interrompendo una serie positiva di quattro sedute. Sui mercati finanziari, pesano i timori di un rallentamento della crescita mondiale, dopo che la Cina ha registrato un’espansione del Pil del 6,6%, la percentuale più bassa