Svizzera: Ubs e Credit Suisse creano nuova lobby bancaria Ue

29 Novembre 2013, di Redazione Wall Street Italia

GINEVRA (WSI) – Due delle maggiori banche svizzere, Credit Suisse e UBS, hanno lanciato una nuova organizzazione bancario che dicono cercherà di “intrattenere un dialogo a livello internazionale ed europeo sugli sviluppi politici nel mondo della finanza”.

La nuova lobby, che si chiamerà Swiss Finance Council, è stata accolta da una miscela di entusiasmo e rimpianti dagli altri rappresentanti del mondo bancario, con gli analisti che la reputano un’iniziativa tardiva.

L’Associazione elvetica dei banchieri (ASB) prevede di lavorare in “stretta collaboazione” con la neonata organizzazione, che si occuperà innanzitutto di “difendere gli interessi delle due grandi banche”, mentre l’omologo svizzero dell’Abi rappresenta tutti gli istituti di credito del Paese e i problemi da affrontare, dunque, sono diversi.

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Il delegato dell’economia svizzera a Bruxelles, François Baur ha salutato con favore l’iniziativa delle due big nazionali. Secondo lui “avere una presenza permanente sul posto offre una leva negoziale di tutt’altra qualità rispetto alla visita saltuaria a Bruxelles”.

Non tutte le opinioni sono positive, però. Un manager di fondi a Zurigo ha confidato al quotidiano Le Temps che la “disputa legale con gli Stati Uniti (sul segreto bancario) ha succhiato una quantità enorme di energie. Durante questo periodo, in Svizzera abbiamo dimenticato di guardare a quello che succedeva sotto i nostri occhi”. A quel punto era troppo tardi e “la regolamentazione europea comunitaria ha preso una svolta decisiva anche per la piazza finanziaria svizzera”.

Berna è ormai vicina ad una svolta epocale che porterà alla fine del segreto bancario come lo conosciamo ora. Non solo gli svizzeri sono vicini alla conclusione delle trattative fiscali con gli Usa, ma anche nell’Unione Europea qualcosa di è già mosso. Una marea di capitali italiani (120 miliardi stimati) è depositato nei forzieri delle banche elvetiche. Dove finirà?

Dopo la decisione del Lussemburgo di ammorbidire il segreto bancario e la decisione dell’Austria di andare verso uno scambio automatico di informazioni, la Svizzera non ha più scelta. Le pressioni internazionali sono troppo intense, ancor più dopo il fallimento dell’accordo bilaterale con la Germania sul segreto bancario.