Svizzera, tempo 10 anni e sistema pensionistico andrà ko

20 Aprile 2015, di Redazione Wall Street Italia

GINEVRA (WSI) – Nel contesto attuale, tempo dieci anni e il sistema pensionistico svizzero collasserà. A meno che il governo non ottenga il sostegno del popolo per una riforma completa degli schemi previdenziali.

L’avvertimeno viene da un accademico esperto della materia. In Svizzera vige la democrazia diretta e sulla maggior parte delle questioni i cittadini sono chiamati a esprimersi per mezzo di un referendum.

Ultimamente, a grandi linee da inizio 2015, sono aumentate le pressioni nel sistema di pensione svizzero, che conta asset per un valore complessivo di 800 miliardi di franchi svizzeri (circa 780 miliardi di euro).

Tale fenomeno è dovuto alla riduzione dei rendimenti dei titoli governativi e il costo sempre più elevato dei conti correnti.

Martin Eling, professore di Economia all’Università di San Gallo, stima che entro il 2030 nel sistema dei fondi pensioni si sarà formata una voragine di bilancio da 55 miliardi di franchi svizzeri (53,62 miliardi di euro).

Quello di Eling è un chiaro appello alle autorità della Confederazione per un intervento di totale revisione del sistema previdenziale, alla luce degli ultimi sviluppi demografici, sui mercati e sull’economia reale.

Al momento ai fondi pensione viene richiesto di pagare i pensionati una reddita equivalente al 6,8% dei loro risparmi su base annuale. È una cifra che l’economista ritiene sia diventata insostenibile rispetto al 2003, quando è stata stabilita. Allora le aspettative di vita erano più basse e le prospettive sui tassi erano certamente più alte delle attuali.

Jerome Cosandey, economista presso Avenir Suisse, un think-tank elvetico, ha ricordato al Financial Times che la decisione della banca nazionale svizzera ha peggiorato la situazione. Thomas Jordan e colleghi hanno deciso di tagliare il tasso sui depositi al -0,75%. A tale manovra si sono poi aggiunti il contesto di rendimenti negativi sui mercati del reddito fisso governativo e l’incremento della volatilità sul valutario.

Senza contare che per evitare di pagare tassi negativi sui conti corrente, alcuni fondi pensione hanno preso in considerazione opzioni ‘estreme’ come ricorrere all’utilizzo di bunker o cassette di sicurezza per depositare i propri asset.

C’è anche chi sta provando altre strade come vendere mutui ai pensionati, perché mutui a tassi bassi consentono ai fondi di fare più soldi. Come fonte alternativa di reddito, un altro fondo pensione svizzero dedicato a dipendenti negli ospedali ha esaminato l’ipotesi di offrire prestiti per effettuare operazioni di chirurgia.

Fonte: Financial Times

(DaC)