Referendum punta a rivoluzionare il sistema monetario

6 Giugno 2018, di Alberto Battaglia

Il prossimo 10 giugno la Svizzera sarà chiamata a pronunciarsi in un referendum che proverà a ribaltare l’attuale sistema della creazione di moneta, vigente non solo nel Paese, ma pressoché ovunque. I promotori dell’iniziativa intendono assicurare che, in futuro, sarà la sola banca nazionale svizzera a emettere moneta, compresa quella elettronica.

Attualmente, invece, la banca centrale emette una “base monetaria” che viene, però, ampliata dall’attività di prestito su riserva frazionaria da parte delle banche commerciali: la somma della base monetaria (creata dalla banca centrale) e della moneta bancaria (creata dalle banche) costituisce l’offerta complessiva di moneta.

Secondo la Vollgeld Initiative, che anima la campagna referendaria, solo il 10% della moneta circolante è direttamente emessa dalla banca centrale. Se il referendum svizzero dovesse avere successo verrebbe abolita la riserva frazionaria che consente alla banche di prestare una quantità di denaro ben superiore ai depositi, secondo precisi vincoli quantitativi, ma di fatto emettendo nuova moneta.

“Le banche non saranno in grado di creare soldi per se stesse”, promette la Vollgeld Initiative, “esse saranno solo in grado di prestare denaro che hanno ricevuto da risparmiatori o altre banche, o anche, se necessario, il denaro che la Banca nazionale svizzera avrà fornito loro”.

Il vantaggio, sempre secondo i promotori del referendum, sarebbe una maggiore stabilità finanziaria: non potendo creare denaro, le banche non contribuirebbero alla creazione di bolle finanziarie in grado di innescare crisi degli istituti di credito che poi si ripercuotono sull’economia reale. Lo stato, in più, non sarebbe costretto a usare denaro pubblico per tappare i buchi delle banche troppo grandi per fallire, incoraggiando indirettamente comportamenti irresponsabili da parte degli istituti.

La prospettiva di un cambiamento così profondo, tuttavia, vede contrari sia il governo sia la stessa banca centrale: “Una revisione radicale del sistema finanziario della Svizzera è sconsigliabile e comporterebbe rischi maggiori”, ha detto il Consiglio federale; il “sistema decentralizzato di oggi” ha poi aggiunto la Banca Nazionale “è focalizzata sul cliente ed efficiente. La concorrenza tra le banche garantisce tassi di interesse favorevoli e di alta qualità, servizi moderni ed a basso costo”.