Svezia: uteri trapiantati da donne vive. Ora una realtà

13 Gennaio 2014, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – In Svezia sono stati trapiantati con successo su nove donne altrettanti uteri, tutti idonei ora ad affrontare casi di gravidanza.

Intorno ai 30 anni, le donne erano nate senza utero o, in alcuni casi, erano state costrette a rimuoverlo a seguito di un cancro alla cervice.

L’esperimento ha dato una risposta positiva alla possibilità di trapiantare con successo uteri in donne che ne sono sprovviste, in modo da consentire alle stesse di portare a termine una gravidanza.

Il Guardian, che ha riportato la notizia, racconta di come si tratti della prima volta che si affrontano trapianti del genere.

Tentativi in questa direzione si erano già presentati in Turchia e in Arabia Saudita: ma nessuno di essi aveva portato a buoni risultati.

In Svezia i maggiori sforzi sono stati premiati: “Questo è un nuovo tipo di intervento chirurgico – ha dichiarato il dottor Mats Brannstrom – Non c’è stato alcun testo medico che ci ha guidati (nell’impresa)”

A seguito dei vari trapianti, la risposta degli organismi delle donne è stata positiva. E’ vero che una donna ha accusato un’infezione in utero appena completato il trapianto e altre hanno riportato qualche episodio di rigetto, ma nessuno dei destinatari ha avuto bisogno di una terapia intensiva dopo l’intervento chirurgico e tutti hanno lasciato l’ospedale.

La tecnica usata in Svezia, con donatori vivi, è alquanto controversa. In Gran Bretagna infatti, i medici avevano provato ad eseguire trapianti di utero, ma da persone decedute o sul punto di morte.

Stesso discorso in Turchia. L’anno scorso i medici turchi avevano annunciato che una loro paziente era rimasta incinta, ma la gravidanza non era poi andata avanti dopo due mesi.

Brannstrom ha concluso avvertendo che i trapianti potrebbero non dare il successo sperato, ma è rimasto ottimista: “Questo è uno studio di ricerca. Potrebbe portare ad avere un figlio, ma non ci sono garanzie… quello che è certo è che stiamo dando un grande contributo alla scienza.”