Supporti e resistenze chiave per euro, oro e argento

26 Maggio 2011, di Redazione Wall Street Italia

Legnano – Continuano le preoccupazioni sui debiti sovrani europei e soprattutto sulla situazione della Grecia, il che fa si che gli investitori continuino ad essere nervosi e poco lucidi sulla direzione che potrebbe prendere il mercato. Le price action mostrano chiaramente dei flussi di denaro a favore del franco svizzero, che ha raggiunto come vedremo in chiusura dei livelli molto importanti, soprattutto contro euro, testimoniando il fatto che il sentiment di mercato nei confronti della moneta unica è tutt’altro che sereno.

Questa mattina alle ore 11.20 parlerà il presidente uscente della BCE Trichet e andrà a commentare la situazione economica europea. Egli sa benissimo che il mercato sarà pronto a comprare o a vendere sulle sue parole, per cui crediamo che se si dovesse sbilanciare più del dovuto, le reazioni non mancherebbero.

Dal punto di vista macroeconomico sappiamo in che stato versa l’economia europea, vedremo se si farà riferimento alle aspettative di inflazione di medio periodo (che se dovessero risultare alte, potrebbero far propendere per un rialzo dei tassi a luglio – pro euro) e se si spenderanno commenti per la Grecia.

Dall’America ieri ci sono arrivati i dati sugli ordini di beni durevoli, peggiori sia del precedente che delle aspettative (-3.6% vs consensus di -2.5% e precedente di 4.4%), mentre oggi sarà importante vedere la pubblicazione del Pil, atteso a +2.2% rispetto ad un precedente +1.8% ed i dati sui consumi personali. Dall’Inghilterra ci è arrivata la rilevazione sul GDP che ha rispettato in pieno le aspettative degli analisti, segnando un +1.8% su base annuale.

Altri spunti interessanti non ne vediamo, affidiamoci dunque all’analisi tecnica per cercare di interpretare i movimenti che stanno accadendo sui mercati. Partiamo con uno sguardo al DJ-FXCM Dollar Index, che ha abbandonato il livello di 9.700 per appoggiarsi con un pullback alla trendline discendente che accompagna l’indice dall’inizio dell’anno. Un ritorno al di sotto di essa potrebbe far raggiungere all’indice il valore di 9.600 punti (ricordiamo che per ora l’indice è disponibile soltanto in versione demo, a breve sarà disponibile anche sulle piattaforme reali).

Interessante la situazione sull’oro, che ha raggiunto il livello di resistenza statico passante a 1.530,00. Per ora questo livello sta funzionando, ma non escludiamo che se ci manteniamo sopra 1.520,00, potremmo presto vedere 1.540,00. Per la negazione di questo scenario deve, a nostro avviso, essere rotto sempre 1.515,00, che riaprirebbe la strada per un ritorno verso 1.500,00.

Per quanto riguarda l’argento, abbiamo assistito alla rottura delle resistenze individuate ieri tra 36.50 e 37.50. Non è da escludere un tentativo di ulteriore risalita verso 39.50, coincidente con un bel massimo precedente. Il petrolio ieri è stato in grado di superare le resistenze passanti tra 100.00 e 101.00 ed ora trova in 102.00 il prossimo punto da superare per poter vedere l’obiettivo di 104 dollari al barile. Non dev’essere rotto a ribasso il 101.00, affinchè questo possa avvenire in giornata, altrimenti strada aperta verso 100.00.

Passando ai principali tassi di cambio, vediamo che l’eurodollaro, ancora una volta, ha mostrato una discreta inversione presso l’area di supporto chiave che gravita intorno a 1.40 figura. Questa nuova inversione non fa che testimoniare quanto il mercato intero sia in attesa di un nuovo evento scatenante un movimento e che sino ad allora potrebbe tardare ad arrivare (magari la conferenza di oggi del presidente Trichet?).

Come livello importante quindi continueremo a considerare 1.40 come supporto (per l’esattezza 1.4030 seguendo il percorso di risalita dei prezzi dal minimo di lunedì), mentre è di più difficile individuazione un potenziale livello di resistenza: crediamo che intorno ad 1.42 si trovi la prima area di congestione utile in questo senso.

Osserviamo ora il dollaro nei confronti dello yen per vedere ancora una volta, a distanza di qualche giorno, come i prezzi continuino con precisione a rispettare quell’ideale canale rialzista che segue tutto il percorso di risalita dal 5 di maggio scorso. Il calo della notte, una trentina di pips circa, ci avvicina questa mattina al livello dinamico di supporto che, così come anticipato ieri, è rafforzato dal transito perfetto della media mobile esponenziale a 100 periodi su grafico a 4 ore: questo si trova a 81.50 per le prossime ore. Oltre alla parte alta del canale, come resistenza dinamica a 82.80, possiamo trovare un intermedio livello statico a 82.15-20, suggerito anche ieri da due tentativi di rottura ravvicinati.

Durante l’ultimo tentativo di superamento a ribasso, abbiamo visto come l’area prossima a 115 abbia tenuto bene. Il cambio EurJpy in questo caso ha seguito la ripresa della moneta unica registrando più di una figura di guadagno in una giornata. Questo genere di movimento ha riportato i prezzi molto vicino al livello di massimo di due giorni fa, a 116.15, molto vicino anche a dove transita la media mobile di lungo periodo. Abbiamo trovato così il livello di resistenza più interessante della giornata.

Potremmo aver assistito ieri ad una vera svolta sul cable. La linea di tendenza negativa che seguiamo da tre settimane è stata infatti, in mattinata, oltrepassata con forza. Manca però un’ultima conferma prima di farci contagiare da un cambiamento positivo dello scenario di medio periodo: questo è dato dal superamento stabile dei prezzi di quell’area indicata da una coincidenza di massimi a 1.63 e dal primo livello di ritracciamento di Fibonacci del percorso in calo mostrato da fine aprile, avendo considerato quella vista ieri un’inversione.

La ripresa della sterlina di ieri ha permesso, dopo giorni di tentativi, di rompere l’area di supporto più volte indicata a 0.8670 anche se, in effetti, l’idea di fondo contemplava un aumento della volatilità a ribasso sul cambio maggiore dei 30 pips mostrati. In ogni caso per le prossime ore consideriamo ancora questo come livello di spunto ribassista mentre il livello di resistenza alla ripresa della moneta unica si trova vicino al massimo osservato due giorni fa a 0.8750.

Parliamo ancora della sterlina, ora però contro lo yen, poiché è possibile notare su un grafico con un timeframe di medio periodo la vicinanza dei prezzi, mostrata ieri, all’area di resistenza statica più interessante delle ultime settimane. Parliamo di un livello che si trova a 134 figura e dove, con un minimo di approssimazione, è possibile trovare la coincidenza di massimi e minimi precedenti da un mese a questa parte.

Il franco svizzero si trova ancora in una posizione decisamente dominante nei confronti di euro e dollaro.

La ripresa della moneta unica vista da ieri ha potuto solo parzialmente riportare il cambio in salita. Ieri è stato raggiunto un nuovo minimo storico a 1.2270, confermando quanto sia ancora rischioso assumere posizioni favorevoli alla moneta unica. Ancora oggi confermiamo la nostra idea di un cambiamento di rotta qualora i prezzi vadano ad oltrepassare l’area di resistenza confermata a 1.2480-1.25.

Alla fine 0.88 figura, sul cambio UsdChf, non ha retto andando a favorire un calo del cambio di una figura esatta. Così facendo torna lo scetticismo che ci fa ipotizzare di poter rivedere, qualora anche 0.87 venga superato definitivamente, un ritorno dei prezzi sui minimi di 0.8550, visti ad inizio mese.

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