SUPEREURO: CHE PACCHIA LO SHOPPING A NEW YORK

28 Novembre 2003, di Redazione Wall Street Italia

La Grande Mela, già scintillante per il Natale alle porte, quest’anno luccica ancora di più agli occhi europei. A farla brillare, ci ha pensato l’euro. Il volo della valuta europea, schizzata ai massimi storici sul dollaro, regala infatti ai turisti d’Oltreoceano una occasione ghiotta: trasformare, almeno per una volta, una delle metropoli più costose al mondo in una sorta di ‘centro commerciale’ dai prezzi scontati.

Sulla Quinta Strada e sulla Madison Avenue – cuore dello shopping di lusso, marchiato a fuoco dalle griffe italiane – oppure nelle ‘viuzze’ di Soho, il quartiere trendy di New York, gli abiti e gli accessori adocchiati nelle boutique di Roma e Milano presentano scontrini più leggeri che in Patria: merito dei prezzi fissi e della banconota unica del Vecchio Continente.

Il cambio vantaggioso e la strategia delle grandi case di mantenere prezzi di listino comuni a livello internazionale,permette di acquistare, a New York, a costi leggermente più contenuti che a casa propria, ribaltando – ironia della sorte – le gerarchie precostituite: comprare americano, infatti, potrebbe risultare, spesso, meno conveniente.

A conti fatti – considerando che jeans e abbigliamento sportivo a stelle e strisce e elettronica continuano, come sempre, a costare meno rispetto al Vecchio Continente – comincia a sembrare un semplice corollario l’uscita dalle maison newyorchesi di clienti europei con più di un pacchetto in mano. Oltre allo shopping – tornato a tirare anche tra gli statunitensi, rincuorati dal Pil a livelli record nel terzo trimestre dell’anno – l’America a portata di euro inizia a farsi sentire anche sul fronte degli arrivi dall’altra parte dell’Atlantico rinvigoriti dalla valuta, che permette di strappare voli a condizioni interessanti e dal senso di maggiore sicurezza dopo due anni di tensione legati agli attacchi terroristici dell’11 settembre 2001.

“Per queste vacanze natalizie – spiegano dal Jolly Hotel Madison Towers, punto di riferimento per la clientela italiana a New York – avremo l’80% di clienti in arrivo dall’Italia. Fino ad ora, specialmente negli ultimi due anni, abbiamo lavorato più con gli americani ma ora che New York sta ritornando sicura l’afflusso dal Vecchio Continente tornerà a farsi sentire”. Anche “grazie all’Euro che, seppur in maniera minore rispetto al senso di sicurezza, contribuisce” e non poco.

In attesa della verifica garantita dall’avvio delle Feste vere e proprie – per gli americani la stagione degli acquisti è iniziata ufficialmente oggi, con la corsa alle offerte del ‘Black Friday’ – i negozi preferiti dalla clientela internazionale cominciano ad affilare le loro armi e a sfoderare la consueta gara per la vetrina più suntuosa.

Dal tempio dell’abbigliamento Begdorf Goodman – affacciato sul Central Park – al negozio di giocattoli Fao Schwarz (celebre per le pellicole cinematografiche girate al suo interno),passando per le tante boutique d’alta moda italiana fino a Cartier (che ha appollaiato sui balconi della sua maison giganteschi giaguari incastonati da migliaia di sferette luminose effetto-brillanti), la lotta è iniziata: e non è detto che quest’anno tra gli acquirenti più arditi non spicchino, in nome dell’euro, gli avventori del Vecchio Mondo (ANSA).

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