Superbonus 110%: villette e cessione del credito, cosa potrebbe cambiare

21 Aprile 2022, di Alessandra Caparello

Si torna a parlare di Superbonus 110%. Camera e Senato hanno dato il via libera alla risoluzione che approva la relazione del governo al Parlamento sul Documento di Economia e Finanza. Tra le principali misure troviamo il rinvio della scadenza della maxi detrazione fiscale al 110% per le abitazioni unifamiliari, che potrebbe essere fissato tra fine agosto e fine settembre.

Superbonus 110% sulle villette: cosa potrebbe cambiare

E’ stato il Decreto Rilancio a prevedere la possibilità di una detrazione fiscale del 110% per le spese sostenute dal primo luglio 2020 fino al 30 giugno 2022 per interventi di riqualificazione energetica e antisismica.

Possono fruirne:

  • i condomìni
  •  le persone fisiche per interventi effettuati alle abitazioni;
  • gli istituti autonomi case popolari per interventi realizzati su immobili adibiti a edilizia  residenziale pubblica
  • le cooperative di abitazione per gli interventi realizzati su immobili dalle stesse posseduti e assegnati in godimento ai propri soci, nonché le organizzazioni non lucrative di utilità sociale, le organizzazioni di volontariato e le associazioni di promozione sociale
  • le associazioni e società sportive dilettantistiche, limitatamente ai lavori destinati ai soli immobili o parti di immobili adibiti a spogliatoi.

La detrazione del 110% si applica quando si eseguono interventi di:

  • isolamento termico delle superfici;
  • sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti centralizzati per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria;
  • realizzazione di sistemi di monitoraggio strutturale continuo a fini antisismici

La legge di bilancio 2022 ha prorogato l’agevolazione, prevedendo scadenze diverse in funzione dei soggetti che sostengono le spese ammesse. In particolare, il Superbonus spetta per i condomini e le persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attività di impresa, arte e professione, per gli interventi su edifici composti da due a 4 unità immobiliari distintamente accatastate, anche se posseduti da un unico proprietario o in comproprietà da più persone fisiche, fino al 31 dicembre 2025, nelle seguenti misure:

  • 110% per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2023
  • 70% per le spese sostenute nel 2024
  • 65% per le spese sostenute nel 2025

La maxi detrazione al 110% spetta fino al 31 dicembre 2022 per gli interventi effettuati da persone fisiche sugli edifici unifamiliari, le villette, a condizione che al 30 giugno 2022 siano stati effettuati lavori per almeno il 30% dell’intervento complessivo.

Ebbene proprio per questa scadenza si sta valutando una proroga. La risoluzione approvata impegna il governo difatti a “prorogare il termine attualmente previsto Il testo precisa inoltre che “la percentuale del 30% dell’intervento complessivo” e deve essere riferita “al complesso dei lavori e non ai singoli lavori oggetto dell’intervento”.

Cessione credito: le novità

La detrazione va ripartita in quattro quote annuali di pari importo. In alternativa alla detrazione, si può beneficiare del Superbonus mediante una delle modalità previste dall’articolo 121 del decreto legge n. 34/2020. In pratica, è possibile optare per un contributo anticipato sotto forma di sconto praticato dai fornitori dei beni o servizi o per la cessione del credito corrispondente alla detrazione spettante.

Ma la risoluzione chiede anche al governo di allentare i limiti per la cessione dei crediti.  Nella sua versione originale, il superbonus 110 consentiva di cedere il credito ad altre società o enti per un numero illimitato di volte. Successivamente il Decreto Antifrodi ha previsto che i crediti si potessero cedere una sola volta per poi diventare 3 con il  Decreto-Legge 13/2022. Tale provvedimento in particolare prevede che la prima cessione sarà libera, cioè possibile verso chiunque, mentre la seconda e la terza dovranno coinvolgere esclusivamente soggetti vigilati dalla Banca d’Italia.

Ebbene nella risoluzione di maggioranza sul Def, il governo si impegna a «valutare la possibilità di prevedere, da parte delle banche, il frazionamento del credito, qualora esso sia ceduto ai propri correntisti, anche in maniera frazionata per importo e annualità».
La risoluzione in sostanza chiede di consentire la cessione del credito a istituti diversi da banche, istituti finanziari e assicurazioni. Dal M5S affermano che “l’obiettivo dev’essere quello di dare respiro a una misura che ha già mostrato di coniugare vantaggi e risparmi per le famiglie, aumento dei posti di lavoro e tutela dell’ambiente”.