Summers annienta Yellen con pioggia di tweet

21 Settembre 2016, di Daniele Chicca

NEW YORK (WSI) – Larry Summers, ex direttore di Harvard e consulente di economia dell’amministrazione Usa, ha annientato Janet Yellen e la Federal Reserve con una pioggia di tweet sul suo profilo online. Con undici messaggi consecutivi pubblicati su Twitter e rivolti a Yellen ha spiegato le ragioni per le quali i tassi di interesse non vanno alzati.

Nonostante qualche segnale di consolidamento della ripresa e del mercato del lavoro sia arrivato, Yellen non dovrebbe nemmeno osare pensare di imporre una stretta monetaria, secondo Summers. “Ci sono molte ragioni, ognuna della quale sarebbe sufficiente da sola, per non alzare i tassi oggi”, scrive nel primo di una lunga serie di tweet.

Il Comitato di politica monetaria della banca centrale Usa si riunisce oggi per prendere la decisione sui tassi di interesse. In caso di stretta monetaria – il mercato sconta meno del 25% di possibilità che succeda – si tratterebbe del secondo rialzo dei tassi in dieci anni dopo quello storico di dicembre 2015. È più probabile che Yellen e i suoi colleghi aspettino dicembre prima di alzare il costo del denaro.

La Fed alzerà sicuramente i tassi entro fine anno se l’andamento dell’economia e dell’inflazione continuano sulla strada giusta, ma farlo oggi sarebbe una follia secondo Summers. “Le ore lavorative complessive negli Stati Uniti sono rimaste invariate o sono calate negli ultimi sei mesi”, dice in un secondo messaggio.

“Le aspettative sull’inflazione stanno scendendo e non salendo”, si legge nella terza parte dell’invettiva anti Yellen. “Negli otto anni di ripresa la Fed dovrebbe avere come obiettivo l’inflazione sopra il 2% in modo che l’inflazione sia in media intorno al 2%”.

Ma il motivo principale per cui la Fed non dovrebbe alzare i tassi è semplicemente perché “non avrebbe i mezzi per rispondere a un’eventuale crisi” e il rialzo dei tassi sarebbe uno choc in un momento altamente fragile”.

Se la paura è che si stiano formando delle bolle di asset, poi, “ci sono modi molto migliori per affrontarle”, secondo Summers, il quale pone l’accento sul fatto che “l’economia è talmente fiacca negli ultimi tre trimestri che i tassi potrebbero anche non essere sotto il loro status neutrale”.

“Una stretta monetaria ora indurrebbe un rafforzamento artificiale del dollaro, che non sarebbe una buona cosa tenuto conto della quantità delle pressioni protezioniste” degli ultimi tempi.

Come osservato dagli analisti di FXCM , anche se il rialzo dei tassi dovrebbe avvenire a dicembre, l’appuntamento di stasera è “potenzialmente foriero di volatilità” sui mercati per il semplice “fatto che il mercato abbia comunque creato delle aspettative per il meeting di oggi”.