Su le borse Ue e i futures Usa. E il Dax torna ai livelli pre-Lehman

13 Ottobre 2010, di Redazione Wall Street Italia

Voglia di acquisti sui mercati europei, dopo la chiusura di ieri ai massimi della seduta di Wall Street e il finale timidamente positivo di Tokyo (che continua ad aver poco da festeggiare, visto l’apprezzamento inarrestabile dello yen).

Sotto i riflettori tra i listini del Vecchio Continente, il DAX di Francoforte, che è arrivato a toccare quota 6.405 punti (+1,55%), un livello visto l’ultima volta nel settembre del 2008, prima del crack della banca d’investimenti Lehman Brothers. Bene tutte le altre piazze, con Londra che guadagna l’1,24%, Bruxelles l’1,18% e Parigi e Amsterdam che salgono dell’1,5% circa. Positiva anche Piazza Affari, che vede il Ftse Mib e l’All Share mettere a segno rialzi superiori all’1%.

Il trend rialzista confermato inoltre dai futures Usa: i contratti sul Dow Jones balzano di 76 punti, quelli sul Nasdaq crescono di 16 punti e quelli sullo S&P 500 avanzano di 8,60 punti.

In generale, l’azionario continua a scommettere sulla Fed, soprattutto sulla scia delle minute dell’ultima riunione del Fomc, che sono state rese note nella giornata di ieri. Dal documento si evince proprio che, in quell’occasione, si è parlatodella possibilita’ di mettere a punto nuove misure di allentamento monetario, tra cui l’acquisto di Treasury, al fine di risollevare l’economia degli Stati Uniti.

Le minute hanno fornito così quasi una prova del nove dell’intenzione della Fed di agire, e di procedere alla manovra di quantitative easing su cui, proprio da quell’ultima riunione del Fomc, si sono concentrate le attese dei mercati, azionari e non.

Ma si ha ragione a scommettere così tanto sull’arrivo di una nuova ondata di liquidità? Alcuni analisti se lo chiedono da parecchio e fanno anche notare oggi che le minute pubblicate ieri si riferiscono a un periodo di tre settimane fa.

Dunque, qualche esponente del board potrebbe aver cambiato anche idea: insomma, l’adozione di tali misure non può essere considerata neanche tanto scontata: questo, anche se in un sondaggio il 93% degli intervistati ha affermato di credere che Ben Bernanke e colleghi agiranno comunque; e Goldman Sachs e UBS credono in una manovra imminente dell’istituto, da concretizzarsi attraverso gli acquisti di bond. A tal proposito, Ubs prevede che la Fed ampliera’ il programma di acquisti di Treasury per altri 100-200 mld di dollari, mentre secondo Goldman l’ammontare si aggirera’ sui 500 mld.

Detto questo, i dubbi rimangono, se si considerano anche le dichiarazioni rilasciate dal numero due della Fed, che si sono riferite al rischio bolla che la presenza di tassi di interesse bassi potrebbe favorire.

Ma anche il trend del valutario snobba queste preoccupazioni, come dimostra l’andamento delle monete più importanti. L’euro risale infatti sopra quota 1,40 dollari. La moneta europea passa di mano ora a 1,3983 dollari, dopo aver toccato un massimo di 1,4001 dollari, riavvicinandosi al massimo da 8 mesi e messo di 1,4030 dollari.

Sui mercati delle commodities e dei metalli preziosi, il prezzo dell’oro risale a 1360,90 dollari l’oncia, scommettendo anche in questo caso un possibile allentamento monetario Usa. Il record storico dello spot gold a Londra e’ fissato a 1.365 dollari. I prezzi del petrolio scambiati sul Nymex, invece, si attestano a 82,66 dollari al barile, in crescita di 99 centesimi rispetto all’ultima rilevazione di ieri.

Guardando intanto a Piazza Affari, fari puntati oggi sulla giornata positiva di Stmicroelectronis che mostra un guadagno del 3,52% scambiando a 5,73 euro per azione. Ad accendere l’interesse degli investitori per STM sono stati i conti di Intel. Il colosso dei chip statunitense, ieri a mercati chiusi ha annunciato i conti del terzo trimestre che sono stati migliori delle attese e che per questo stanno portando in alto anche i tecnologici europei.

Il Ftse Mib vede tutte frecce verdi a eccezione di Unipol (-0,18%), Snam Rete Gas (-0,53%) e Banca Popolare di Milano è invariata (-0,07%). Tra i segni più, Bulgari (+2,93%), Saipem (+2,48%), Azimut (+2,36%), Cir (+2,03%).