Stretta contanti: da settembre scattano i controlli

25 Giugno 2019, di Alessandra Caparello

Da settembre scatta il monitoraggio costante sui flussi di denaro contante. A renderlo noto un comunicato dell’Unita di Informazione della Banca d’Italia secondo cui dal prossimo settembre banche, Poste Italiane, istituti di pagamento e istituti di moneta elettronica dovranno comunicare tutti i movimenti di denaro contante effettuati dai contribuenti di importo superiore a 10.000 euro, anche se questi vengono spezzettati in operazioni di piccola taglia da 1000 euro.

La segnalazione dovrà contenere informazioni importanti come la data dell’operazione, l’importo, la causale, la filiale, i dati identificativi del cliente. Un’operazione che nasce al fine di rafforzare le procedure per combattere il riciclaggio di denaro. Il governo giallo-verde ha invertito la rotta e nell’iter di conversione in legge del decreto crescita è stato il sottosegretario leghista all’Economia Massimo Bitonci a sottolineare l’importanza dei pagamenti elettronici, tracciabili, al fine di combattere l’evasione fiscal.

Ma come rende noto Antonio Amorosi su Affari ItalianiAntonio Amorosi su Affari Italiani, “il principio di base sarebbe anche buono se dietro non vi fosse l’idea sbagliata che gli evasori sono i piccoli risparmiatori, come può essere l’insegnante che fa ripetizioni in “nero”, l’idraulico con non rilascia fattura o la sarta di paese che si fa pagare cash”.

Cioè chi per logiche di mera sopravvivenza non dichiara al fisco il denaro percepito. Con il paradosso che il principio sposta tutto il denaro in mano alle banche, cioè alle principali artefici dell’evasione fiscale, che lo fanno con i sistemi delle “società fiduciarie”. E’ qui che alberga il grosso dell’evasione. Le banche offrono ai clienti sistemi di copertura dei propri conti con “società fiduciarie”, di diritto italiano e estero. E sono conti di ingente quantità, non pochi euro, altrimenti il gioco non varrebbe la candela perché hanno un costo. Le “società fiduciarie” garantiscono l’anonimato nei confronti di terzi e quindi anche del Fisco. Così il cliente che ne ha possibilità, perché muove rilevanti capitali, cede il patrimonio alla società che ha un conto segreto e non conoscibile e scompare. Sta proprio lì dentro il grosso dell’evasione italiana per milioni ma gli esperti sembrano non conoscere questo segreto di Pulcinella. Capitali che vengono anche usati per le attività della criminalità organizzata e per il terrorismo.