Strauss-Kahn si e’ dimesso dal Fmi. La cameriera che l’accusa, ha l’Aids?

19 Maggio 2011, di Redazione Wall Street Italia

New York – Il direttore dell’Fmi Strauss-Khan, accusato di violenza sessuale, si è dimesso ed ha assicurato che proverà la sua innocenza. “Lascio per proteggere il Fondo, ma nego ogni accusa contro di me”, scrive in una lettera. Oggi per lui una nuova udienza, davanti a un altro giudice rispetto a quello che aveva disposto la sua carcerazione. I legali dell’ex direttore dell’Fondo monetario internazionale presenteranno una nuova richiesta di liberazione su cauzione.

La cameriera più celebre del mondo continua a nascondersi. Ma secondo le figaro, la vittima del presunto stupro di dominique strauss-kahn se non un volto almeno ha un nome. Oltre il soprannome Ofelia, l’impiegata del sofitel si chiamerebbe Nafissatou Diallo, 32 anni, origine africana, molto probabilmente della Guinea.

Oggi il New York Post ha rivelato un altro inquietante particolare sulla signora Diallo. Secondo il tabloid ala cameriera del sofitel abita in un edificio del bronx riservato esclusivamente a persone affette dal virus hiv o da aids conclamata. La donna vive da gennaio scorso assieme alla figlia quindicenne al quarto piano di un edificio di high bridge, nel bronx, messo a disposizione dalla harlem community aids united solo a persone adulte affette dal virus con le loro famiglie. Anche in precedenza la donna viveva in un altro appartamento della harlem community, dove si era trasferita nel 2008.

Domenica scorsa, la direzione dell’hotel sofitel di new york ha definito il comportamento di ophelia “esemplare”. L’albergo ha valutato il lavoro della donna con un punteggio di 4,5 su 5. Lei era una delle poche cameriere ad avere accesso al 28esimo piano, dove si trovano le suite di lusso come quella in cui ha trascorso la notte strauss-kahn. “Ophelia – ha aggiunto la direzione del sofitel – non ha precedenti penali né problemi psicologici e non aveva mai visto prima il capo dell’Fmi”.

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Dominique Strauss-Kahn e’ tenuto d’occhio dalle guardie carcerarie perche’ e’ a rischio suicidio. Il direttore del Fondo monetario internazionale, accusato di tentato stupro, e’ guardato a vista ogni 15-30 minuti ed e’ stato obbligato, riferisce la Nbc, a indossare una tuta e scarpe prive di lacci.

Il board del Fondo monetario internazionale sta cercando di convincere Dominique Strauss-Kahn a lasciare la carica volontariamente. Lo ha riferito una fonte del Fmi, che ha voluto sottolineare come non tutti i 24 componenti del board siano d’accordo sulla necessita’ di dimissioni del banchiere, accusato di aver tentato uno stupro su una cameriera del Sofitel di Manhattan.

La cameriera che ha denunciato Strauss Kahn per stupro non e’ rientrata da allora al lavoro per il trauma. “Il trauma subito e’ stato eccezionale”, ha detto alla Cnn il suo legale, Jeff Shapiro, “non ha alcuna idea di cosa le riservera’ il futuro”. La donna, afroamericana di 32 anni e madre di un figlio adolescente, non ha fatto ritorno neanche nella propria abitazione.

Gli avvocati di Dominique Strauss-Kahn stanno eleborando le strategie della difesa e, secondo indiscrezioni, riportate dal New York Times, puntano tutto sul fatto che la cameriera del Sofitel fosse consenziente. Nel corso di un’audizione presso la Corte penale di Manhattan, uno degli avvocati del direttore del Fondo monetario internazionale, Benjamin Brafman, avrebbe detto al giudice di ritenere che “le prove” non sarebbero sufficienti a dimostrare un rapporto sessuale forzato.

Brafman, aggiunge il Nyt, non ha specificato a quale “prova ” si riferisse, ma l’affermazione stessa sembra suggerire che ormai la difesa debba dare per scontato che un rapporto sessuale ci sia stato comunque. Intanto la donna vittima della presunta aggressione di Dominique Strauss-Kahn resta nascosta per evitare la caccia dei media ed è “sotto choc”. Il suo avvocato respinge con forza l’ipotesi che la donna, “che non sapeva neppure chi fosse qull’uomo”, abbia avuto un rapporto consensuale: “E’ stata aggredita ed è dovuta fuggire ed è questa la ragione per cui si è rivolta subito alla sicurezza”, ha spiegato Jeffrey J.Shapiro.

La donna, una vedova di 32 anni, madre di una ragazza di 15, non ha potuto neppure rivedere la figlia. “Non avrebbe mai fatto nulla che mettesse a rischio il suo posto di lavoro – spiega ancora l’avvocato, ricordando che la donna, proveniente dalla Guinea, aveva ottenuto asilo negli Usa sette anni fa – ha bisogno di quel lavoro, quel lavoro era la sua ancora di salvezza. Non aveva alcun piano”.