Stipendi, un ceo di Wall Street guadagna 320 volte di più di un impiegato

21 Agosto 2020, di Massimiliano Volpe

Il rally messo a segno dagli indici azionari Usa si riflette sui compensi intascati dagli amministratori delegati delle società quotate a Wall Street.
Secondo una ricerca dell’Economic Policy Institute nel 2019, il ceo di una delle prime 350 aziende negli Stati Uniti ha portato a casa in media 21,3 milioni di dollari (considerando anche le stock option), facendo registrare un aumento del 14% dei compensi rispetto all’anno precedente.

Una crescita inarrestabile

La crescita degli stipendi dei capi azienda non è un caso isolato ma è un fenomeno che va avanti da molti anni. Basti pensare che dal 1978 al 2019, la retribuzione dei ceo ha registrato un progresso dell’1167%, superando di gran lunga sia il balzo messo a segno dall’indice S&P 500 (+741%) sia quello registrato dagli utili aziendali (+337%).
Nello stesso periodo lo stipendio di un lavoratore medio è cresciuto solo del 13,7%.

Disparità crescenti

Per capire meglio la disparità che si è creata negli anni tra i capi azienda e i propri dipendenti basti pensare che nel 2019, il rapporto tra la retribuzione del ceo e quella di un lavoratore medio è di 320 a 1. Nel 1989 il rapporto era solo di 61 a 1 e nel lontano 1965 addirittura di 21 a 1.

Vicini al record storico

Gli stipendi del 2019 non rappresentano però un massimo storico per i guadagni portati a casa da un ceo che si era registrato invece nel 2000, al culmine della bolla dei titoli tecnologici quando lo stipendio di un capo azienda aveva toccati i 21,9 milioni di dollari.
Nello stesso anno il rapporto di tra Ceo e lavoratore medio era di 366 a 1. Con lo sgonfiarsi della bolla azionaria i compensi del Ceo si erano ridimensionati ma il trend di crescita era ripreso a partire dal 2007.