Stellantis: per analisti il titolo è sottovalutato, ecco dove può arrivare

16 Febbraio 2022, di Mariangela Tessa

Mentre continua il testa a testa tra Volkswagen e Stellantis per le vendite in Europa, con il gruppo tedesco che è riuscita a spuntarla nel 2021  (secondo i dati Dataforce, nel 2021 Stellantis ha venduto 3.081.590 veicoli contro i 3.158.559 veicoli di Volkswagen), gli analisti premiamo il titolo del costruttore italo-franco-americano considerato un buon investimento alla luce delle quotazioni attuali.

Stellantis, i giudizi degli analisti

Su 29 broker che coprono il titolo, 25 suggeriscono buy, solo 3 consigliano un prudente hold, e 1 invece dice sell (vendere). In queste ore, le azioni della società si muovono intorno ai 17 euro poco sotto i valori di inizio anno, ma 5 euro sopra quelli di un anno fa. Ma secondo la media degli esperti hanno un potenziale di rialzo del 40% circa.

Tra i più ottimisti, gli analisti di Deutsche Bank che, sul titolo Stellantis, mostrano un rating buy con prezzo obiettivo di 30 euro. Rating buy con target price di 27 euro arriva anche da Goldman Sachs e Bestinver. Stesso prezzo obiettivo ma con rating outperform  da Oddo  e Jp Morgan.
Bnp Paribas si ferma invece a 26 euro (outperform), mentre più cauti Equita Sim e Alphavalue che fissano il prezzo obiettivo rispettivamente  22,60 e 22,30 euro. Entrambi ribadiscono buy.

Si riapre dibattito su acquisizione quota da parte di Cdp

Pochi giorni fa, intanto, si è riaperto il dibattito su una possibile acquisizione di una quota di Stellantis da parte di Cdp, dopo che la società, nata dalla fusione del gruppo francese Psa e del gruppo Fca, è finita sotto i riflettori del Copasir per via di uno sbilanciamento dei poteri di controllo verso Parigi.

Con la creazione del gruppo europeo automobilistico Stellantis, “si registra uno spostamento del baricentro di controllo del neo costituito gruppo sul versante francese, con ricadute gia’ evidenti nel settore dell’indotto connesso con le linee di produzione degli stabilimenti italiani” ha segnalato Copasir in un passaggio della sua relazione annuale. Il Comitato osserva, peraltro che “la quota detenuta dall’azionista pubblico francese è cresciuta dopo l’operazione di fusione, determinando una distribuzione della proprieta’ diversa da quella precedentemente annunciata. Al fine di preservare gli interessi nazionali nell’industria automobilistica, le cui ramificazioni risultano estremamente significative nel panorama economico nazionale, potrebbe essere valutato – suggerisce il Copasir – un interessamento di Cassa depositi e prestiti, il cui eventuale ingresso nel gruppo industriale potrebbe favorire un ribilanciamento di pesi tra la componente francese e quella italiana, cosi’ proteggendo le tecnologie e l’occupazione”.

L’ipotesi dell’ingresso di Cdp in Stellantis era già circolata all’epoca della fusione ma senza effetti. Sebbene CdP possa comprare una quota di Stellantis, gli analisti di Equita non ritengono che questo implichi automaticamente un riequilibrio in assenza di un esplicito accordo tra i principali azionisti.