Shutdown Usa: ancora nessun accordo, l’impatto sui mercati

22 Gennaio 2018, di Mariangela Tessa

Negli Stati Uniti si apre una settimana critica all’insegna dello shutdown, dopo che il Senato americano ha rinviato a mezzogiorno di lunedì 22 gennaio (ora americana) il voto su un eventuale accordo di bilancio che consentirebbe di mettere fine al congelamento parziale delle attività dell’amministrazione federale.

Le aspettative sono che il Senato voti oggi un provvedimento di spesa temporaneo, possibilmente che consenta la ‘riapertura’ del governo fino al prossimo 8 febbraio con il contestuale impegno da parte del leader della maggioranza repubblicana al Senato, Mitch McConnell, di indire una votazione sul nodo dell’immigrazione prima di quella data.

Affinché passi l’accordo di bilancio, i Repubblicani hanno bisogno del voto favorevole di almeno 10 senatori democratici con 50 membri presenti. Se lo shutdown durerà appena qualche giorno o anche un paio di settimane, non dovrebbero esserci grandi impatti sui mercati, secondo gli esperti.

Gli analisti cominciano a interrogarsi sulle conseguenze che uno shutdown avrebbe sull’economia. In linea generale, se lo stop alle attività governative durerà appena qualche giorno o anche un paio di settimane, il vigore dei mercati di cui si vanta il presidente Usa Donald Trump probabilmente ne uscirà indenne. Ma se la fase di stallo dovesse rivelarsi più lunga, potrebbe intaccare la fiducia di consumatori, aziende e investitori, pesando sui mercati e sull’economia.

Con le elezioni di medio termine a novembre, sia i repubblicani che i democratici faranno in modo di evitare pene agli elettori. Ma per Randy Warren, ceo di Warren Financial Service, società di consulenza agli investimenti di Philadelphia, se l’assenza di un accordo dovesse trascinarsi per sei settimane o più a lungo – uno scenario inimmaginabile al momento – potrebbe “uccidere” la fase di rialzo del mercato e scoraggiare drasticamente i consumatori.