Stati Uniti, la Fed non tocca i tassi

18 Giugno 2014, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Wall Street chiude in territorio positivo dopo che la Fed, in linea con le attese, ha rassicurato gli operatori sul fatto che un eventuale rialzo dei tassi non e’ da considerarsi imminente. Il Dow Jones al fotofinish guadagna lo 0,59% a 16.907 punti, il Nasdaq cresce dello 0,59% a 4.363 punti e lo S&P 500 sale dello 0,77% al nuovo record storico di 1.957 punti.

Gli investitori hanno ben accolto la decisione della banca centrale di lasciare i tassi invariati in un range tra lo 0 e lo 0,25% (come e’ ormai da anni) e di procedere a un nuovo taglio da 10 miliardi di dollari del suo programma di acquisto bond. Ora il valore mensile di tali acquisti scende a 35 miliardi di dollari. La riunione del Fomc, il braccio di politica monetaria della Fed, era iniziata ieri.

La Federal Reserve si attende ”nel trimeste corrente un rimbalzo della crescita economica che proseguira” nei mesi successivi ”ad un ritmo moderato”, cosi’ Janet Yellen, presidente della banca centrale Usa, al termine della riunione del Fomc della Fed. Nel trimestre precedente la crescita Usa si era contratta e scesa sottozero in gran parte per il decumulo di scorte.

[ARTICLEIMAGE] In parallelo al comunicato, la Banca centrale americana ha diffuso anche l’aggiornamento delle stime sull’economia per l’anno in corso e per i prossimi. La Federal Reserve rivede la stima sulla crescita del Pil Usa nel 2014 fra 2,1% e 2,3%, contro la precedente stima che si attestava tra il 2,8% e il 3%. Confermata per il 2015 la previsione di una crescita fra il 3 e il 3,2%.

”Anche quando saremo vicini ai nostri obiettivi potremmo garantire tassi di interesse vicini allo zero” ha detto la presidente della Federal Reserve Usa al termine della riunione del Fomc della banca centrale. La Yellen ha voluto cosi’ fugare i timori legati al miglioramento dell’Outlook sull’occupazione che potrebbe spingere, secondo alcuni, la Banca centrale Usa ad alzare i Fed Funds, i tassi di politica monetaria.

La numero uno della Fed ha invece ricordato come nel ”mercato del lavoro restino ampie sacche di risorse inutilizzate” e dunque la Banca centrale Usa sara’ in grado di ”mantenere tassi di interesse bassi per un prolungato periodo di tempo anche dopo la fine del programma di stimoli monetari (QE)” basato sugli acquisti di bonds.

Oggi la Fed ha deciso di ridurre l’acquisto di ”carta” da 45 a 35 miliardi al mese. ”Se poi l’economia dovesse crescere piu’ delle attese, allora potremmo alzare il costo del denaro piu’ velocemente” ha ricordato la Yellen. Insomma, la tempistica su un eventuale rialzo dei tassi di interesse, in gran parte prevista tra meta’ e fine 2015, ”dipendera’ dai progressi che vedremo” nell’economia, ha detto il presidente della Fed. Altro elemento che gioca per una ”stance” espansiva e’ il basso livello di inflazione, ”c’e’ stato molto rumore sul recente aumento dell’indice dei prezzi, ma si muove in linea con le nostre previsioni”, ha rassicurato la Yellen.

Il petrolio ha terminato la seduta in calo: il contratto a luglio ha perso 39 centesimi a 105,97 dollari il barile. Nel frattempo, i titoli di Stato americani viaggiano sui massimi di giornata avviandosi a chiudere positivi con rendimenti in ribasso al 2,6% per il benchmark decennale e al 3,41% per il titolo trentennale. Sui mercati valutari, l’euro sale a 1,3567 dollari e il biglietto verde cala a 102,03 yen.

“Ci aspettiamo che la Fed diventi più restrittiva nel terzo trimestre. Quindi stiamo suggerendo di acquistare il biglietto verde a scapito di valute a basso rendimento come lo yen”, dice Yujiro Goto, analista di Nomura.

Sul fronte macro, negli Stati Uniti il deficit delle partite correnti è cresciuto più del previsto nel corso del primo trimestre, a 111,2 miliardi di dollari dai 87,32 miliardi (dato rivisto da 81,12 miliardi) del quarto trimestre, pari a un peggioramento del 27,3% congiunturale. Gli analisti avevano previsto un passivo di 97 miliardi. L’incremento, ha reso noto il dipartimento del Commercio, riflette soprattutto il peggioramento del deficit commerciale.

A livello societario, FedEx (+4,17%) festeggia i conti e le prospettive per il nuovo anno fiscale. Adobe Systems (+8,63%) ha registrato utili trimestrali in aumento del 16% con ricavi in espansione grazie all’andamento degli abbonamenti ai suoi software. ConAgra invece soffre (-4,99%): il colosso alimentare ha tagliato le sue stime sugli utili. Tonfo per Endocyte (-12,95%): ha riottenuto i diritti a vintafolide, trattamento contro il cancro, dopo che Merck ha deciso di abbandonare la sua fase di sviluppo. Il mese scorso le due societa’ avevano fermato la parte finale di uno studio per il trattamento del tumore alle ovaie per via di risultati insoddisfacenti. Insmed (+32,13%) invece corre grazie al via libera della Fda a un trattamento antibiotico da inalare contro infezioni ai polmoni.