Square: “Società senza contanti è inevitabile”

28 Giugno 2018, di Daniele Chicca

Nella sua prima fase di vita, la startup Square era conosciuta per i suoi servizi per facilitare i pagamenti elettronici e per essere stata fondata da Jack Dorsey (imprenditore che ha co-fondato Twitter).

Da allora ha ampliato la sua offerta e ora fa parlare di sé non solo per il quadratino bianco che, connesso agli smartphone, serve a leggere le carte di credito, bensì anche per le sue attività creditizie. Tramite la divisione Square Capital, che offre a imprese e liberi professionisti un accesso semplificato al credito, sono stati concessi prestiti per 339 milioni di dollari nel primo trimestre del 2018.

Un altro aspetto che ha attirato l’attenzione su Square è stata la decisione di scambiare Bitcoin nella sua applicazione per i conti correnti “Cash App”. Quanto al sopra citato “quadratino bianco”, Square offre il suo terminal gratuitamente ai commercianti e applica una sola commissione del 2,75% più 10 centesimi per ogni operazione di trasferimento di denaro.

Il gruppo ha ottenuto performance fenomenali in Borsa con la capitalizzazione di mercato di Square che è quasi triplicata negli ultimi 12 mesi. Dal giorno del suo ingresso sui mercati azionari due anni e mezzo fa, ossia dalla IPO, il valore di mercato è aumentato di sei volte.

In un’intervista concessa dal suo ufficio di Dublino a Quartz, il magazine di finanza e tecnologia di The Atlantic, la CFO OSarah Friar ha parlato di FinTech, Bitcoin, nuove tecnologie e progetti del gruppo di servizi di pagamento online.

Sul futuro della finanza, Friar è convinta che la trasformazione in un mondo senza contanti sia inevitabile. Si tratta di un “mega-trend” in atto e il Regno Unito è forse più avanti di altri paesi. Circa metà dei cittadini ha meno di 10 sterline in tasca.

Sebbene da un lato ci siano ancora più della metà delle 5,7 milioni di piccole e medie imprese che non accettano carte di credito, dall’altro “metà delle filiali bancarie sono sparite negli ultimi trent’anni“.

Le banche dovrebbero creare applicazioni e modernizzarsi per venire incontro alle generazioni non solo del futuro ma anche del presente: “I millennials sono nativi digitali. Sono abituati a usare dispositivi portatili per fare tutto, come il telefonino che tengo in mano in questo momento. E il conto in banca che aprono invece è ancora identico a quello che i loro genitori, che i loro nonni e che i loro bisnonni hanno aperto. Non c’è stata praticamente alcuna innovazione su quel fronte”, critica Friar.

“Con Cash App stiamo creando il conto in banca del futuro“, continua la Chief Financial Officer. “Non abbiamo bisogno di monetizzare l’app, perché partiamo da ricavi zero. Per fare soldi emettiamo una carte di credito con l’interscambio”. Così ci possiamo permettere di non chiedere commissioni”.

“Proprio come facciamo con i nostri venditori la chiave è l’accesso. Per questo non è richiesto un apporto minimo nel conto”. L’offerta è quella di una carta prepagata, che s”i basa su un rapporto di fiducia, una cosa che non si è mai vista prima nel mondo del debito”.

Il CEO Jack Dorsey è un grande sostenitore del Bitcoin e Friar dice di essere “del tutto d’accordo” con la scommessa del top manager di accettare la criptovaluta, la più popolare e controversa al mondo, i cui prezzi sono soggetti a una volatilità notevole.

“Con Cash App posso comprare e vendere Bitcoin facilmente e rapidamente. Ma dietro all’idea c’è un lavoro di studio della tecnologia, del contesto di regolamentazione e di quello finanziario, nonché dei rischi. Abbiamo dovuto scoprire come identificare i ricavi. Questo percorso di apprendimento sarà molto positivo per noi sul lungo termine“.

Sarah Friar, Chief Financial Officer di Square e membro del CdA di Walmart