Spread, perché mantenere l’accordo con l’Ue sui conti è fondamentale

8 Luglio 2019, di Alberto Battaglia

Le ampie fluttuazioni dello spread italiano sono giustificate solo in parte dall’effetto che alcune misure economiche avrebbero sulla sostenibilità del debito italiano. A sollecitare il nervosismo dei mercati, infatti, sarebbe soprattutto l’eventualità che l’Unione europea, in caso di violazione delle regole sul bilancio da parte di Roma, possa precludere all’Italia quelle “reti di sicurezza” in grado di garantire la solvibilità dello Stato italiano.

In caso di conflitto aperto fra il governo italiano e la Commissione Ue, infatti, potrebbe essere bloccato un intervento del Fondo salva-stati (Esm) e o delle Outright monetary transactions (Omt) della Bce. Secondo quest’analisi, firmata da Grégory Claeys e Jan Mazza, ricercatori presso il think-tank europeista Bruegel, è questo il vero motivo per il quale le trattative sul deficit fra Roma e Bruxelles hanno forti ripercussioni sullo spread italiano.

A giustificare i timori dei mercati, dunque, non è l’impatto sui conti italiani di eventuali sanzioni da parte della Commissione, quanto la possibilità che la procedura d’infrazione possa essere l’anticamera dell’esclusione dell’Italia dal raggio d’azione dei fondi di salvataggio europei.

La Commissione non può comportarsi come un’agenzia di rating che informa i mercati sulla sostenibilità del debito dei suoi stati membri da una prospettiva neutrale”, scrivono gli autori, in quanto essa è parte coinvolta direttamente.

“Se un paese non rispetta le regole e si trova in uno scontro aperto con la Commissione e gli altri Stati membri, gli sarà più difficile avere accesso all’Esm – dato che questi programmi di aiuti sono decisi da i ministri delle finanze dell’area dell’euro all’unanimità e informati dall’analisi di sostenibilità del debito della Commissione”.

In altre parole, trovare l’accordo con la Commissione Ue, significa per l’Italia tenere aperta la possibilità di accedere ad aiuti finanziari europei, qualora dovessero rivelarsi necessari.

“L’apertura di una procedura per i disavanzi eccessivi”, al contrario “potrebbe quindi essere considerata un primo passo” verso uno scenario in cui “l’Italia difficilmente otterrebbe il sostegno del Fondo Salva-stati o del programma Omt della Bce, qualora si rendessero necessari”. Ciò incrementerebbe di molto il rischio dei titoli italiani ed è per questo che l’influenza delle decisioni della Commissione Ue si sono rivelate molto influenti sull’andamento dello spread italiano.  Secondo i ricercatori di Bruegel, pertanto, gli investitori “hanno assolutamente ragione nel prestare attenzione al dialogo [fra Ue e Italia]”, perché la posta in gioco è molto più alta di quella che sembra.