Spesa pubblica: “Italia ha bisogno di 7 miliardi di tagli”

17 Aprile 2013, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Per potersi permettere tutti i sussidi di disoccupazione e le operazioni militari all’estero in cui e’ impegnata, l’Italia potrebbe aver bisogno di altri 7 miliardi di euro di riduzioni da apportare alle spese.

“Ci sono 5-7 miliardi di euro ulteriori che vanno recuperati”, ha detto il sottosegretario all’Economia Gianfranco Polillo in un’intervista rilasciata a Bloomberg a Roma il 15 aprile. Tra questi, fino a 600 milioni di euro sono necessari per finanziare le operazioni militari all’estero e circa 1 miliardo e 200 milioni di euro per programmi di sostegno ai casi di disoccupazione.

Finanziare le spese attraverso aumenti fiscali aggraverebbe pero’ la quarta fase di recessione dal 2001. Quindi la parola d’ordine per il governo tecnico ad interim e’ evitare una manovra correttiva.

“Faremo tutto il possibile per cercare di arrivare ad un finanzimaneto della CIG, prendendo i soldi dove sono”, ha detto il vice ministro a Nove in punto su Radio 24.

“Lo faremo – spiega – evitando ulteriori aumenti della pressione fiscale, che ha raggiunti livelli insostenibili e che avrebbe un effetto perverso, perche’ se aumentassimo le tasse quello che otterremmo per finanziare la cassa integrazione lo perderemmo in termini di maggiore disoccupazione“.

Ma ci sara’ bisogno di una manovra correttiva? “Per il momento tendo ad escluderlo, un miliardo e’ una cifra gestibile”. Polillo elenca poi gli altri fronti di spesa in arrivo: “Bisognera’ rifinanziare le missioni all’Estero, ma si tratta di 4-500 milioni e poi ci sono le spese esigenziali, quelle spese che derivano dal fatto che avendo compresso molto le spese di bilancio nei mesi passati, ci troveremo di fronte a casi di oggettive emergenze in alcuni ministeri e negli enti locali”.

“Ma rientra nelle politiche che dovra’ fare il prossimo Governo.- continua il sottosegretario a Radio 24 – Dovra’ indicare gli obiettivi e indicare le risorse per raggiungere questi obiettivi”.

Sulla Cassa integrazione il sottosegretaruio esclude errori nei calcoli. “Prevedavamo – precisa – che ci fosse un nuovo Governo che nell’ambito di una propria strategia di politica economica trovasse le risorse necessarie e sufficienti. L’elemento che ha scardinato tutto e’ il fatto che sono 50 giorni che andiamo avanti in una situazione di anormalita’ costituzionale. E’ la prima volta nella storia della Repubblica italiana che a distanza di cosi’ tanti giorni non solo non c’e’ un Governo, ma non ci sono nemmeno le coordinate di fondo”.