“Spesa pensioni: in Italia 16,5% Pil, record tra paesi avanzati”

19 Maggio 2015, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Quanto incide la spesa pensionistica sul Pil italiano? “La spesa per pensioni in Italia è pari al 16,5% Pil”, afferma l’ex commissario alla Spending Review Carlo Cottarelli, intervistato da Radio anch’io.

Quello per pensioni dell’Italia è “il livello forse più elevato fra i paesi avanzati in spesa pensionistica”, sottolinea, affermando anche che “alla luce della sentenza della Consulta occorrerebbe un provvedimento ben disegnato per evitare iniziative legali”.

La “prima cosa da fare è efficentare, non tagliare di per sè. Poi bisogna decidere se usare le risorse per ridurre la tassazione o fare altre spese. Come economista credo sia necessario dare priorità alla riduzione della tassazione sul lavoro tra le più elevate”.

Il punto, però, è che a causa del debito molto alto dell’Italia, “noi paghiamo interessi più degli altri e questo ci dà meno spazio per fare spesa primaria rispetto ad altri paesi”.

Sul tema caldo delle pensioni è tornato a parlare anche il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, in un’intervista a Repubblica. “Io ritengo che nella legge Fornero ci sia un elemento di rigidità strutturale che in fondo non è nemmeno utile. Nel nostro Paese ci sono persone che vorrebbero andare prima in pensione sapendo che questa scelta potrà richiedere loro un sacrificio”.

“Abbiamo due tipologie di situazioni: ci sono coloro che perdono il lavoro in età matura e in questo caso la situazione diventa acuta dal punto di vista sociale; poi ci sono coloro che per ragioni personali, magari d`intesa con l’azienda per cui lavorano, vorrebbero lasciare prima il posto. In questo secondo caso non c`è lo stesso problema sociale. Per venire incontro a entrambi dobbiamo trovare una strada che permetta di non scaricare i costi sulle casse pubbliche ma consenta una flessibilità in uscita con una penalizzazione dell`assegno futuro”.

Riguardo alla possibilità di un contributo da parte delle aziende, il ministro ha chiarito: “È una questione che si porrà. Ci sono molte imprese che ci chiedono di favorire il ricambio generazionale, attraverso una sorta di staffetta giovani anziani. Tra gli obiettivi che ci siamo posti c`è quello di favorire, per questa via, l`ingresso di più giovani nel mercato del lavoro”.