Spagna: schizza costo del denaro, si teme un altro caso Irlanda

24 Gennaio 2011, di Redazione Wall Street Italia

Le finanze irlandesi sono state sotterrate dal peso di ingenti perdite nelle attivita’ creditizie. Come era facile prevedere la notizia e’ stata accolta male dal mercato, che ha deciso di punire la Spagna, con i tassi di interesse sui prestiti che sono immediatamente schizzati al rialzo.

Madrid intanto ha chiesto alle proprie casse di risparmio, l’anello debole del sistema bancario spagnolo, di incrementare i requisiti di capitale Tier 1 all’8% per avere una maggiore protezione e aumentare al contempo la fiducia del sistema finanziario. Lo ha detto il ministro dell’Economia, Elena Salgado.

La Spagna, cosi’ come l’Irlanda, e’ alle presi con il colasso del boom immobiliare, che ha alimentato i timori che le sue banche potrebbero fare una brutta fine. Salgado ci ha tenuto a precisare che le iniezioni di denaro non avranno un impatto sui target di deficit di bilancio fissati dal governo.

Molte delle cajas, che possiedono 1.300 miliardi di euro in asset, ovvero il 42% degli asset totali delle banche spagnole, si sono serivite di pratiche “liberali” di presito per alimentare un boom immobiliare decennale che e’ scoppiato di recente, lasciando molti istituti con in mano miliardi di prestiti non redditizi, rischiando di subire perdite ingenti, delle quali non si conoscono con certezza le dimensioni.

Incertezza che pesa sui mercati. Il gap tra il rendimento dei bond spagnoli a 10 anni e i bund tedeschi di riferimento ha chiuso a 203 punti base venerdi’ scorso, cifra che si confronta con la media di 15 punti base del primo decennio di vita dell’unione monoetaria. Il massimo e’ stato toccato il 30 novembre a 298 punti base, raggiunto dopo che l’Irlanda accetto’ di essere salvata dall’Unione Europea. Il costo per assicurare il debito contro il default rimane su livelli elevati, anche se intorno dai minimi di oltre due mesi di 258 dopo i 276 punti base toccati venerdi’.

A dimostrazione della paura che corre nelle vene dei funzionari spagnoli, il governo vuole prendere tutte le precauzioni del caso. Salgado ha precisato i requisiti di capitale potrebbero essere ancora piu’alti per quelle societa’ finanziarie che non sono quotate in borsa e che dipendono in gran parte dai finanziamenti all’ingrosso, o che non possono contare su una presenza “significativa” di investitori privati.

Le nuove misure rappresentano inoltre un cambiamento nella strategia adottata sin qui da Madrid, che e’ stata resa necessaria dallo stato di confusione in cui si trovano gli investitori circa lo stato di salute delle cajas spagnole e dai dubbi sulla reale portata delle perdite immobiliari.

Il processo di ripulita del settore, inoltre, e’ particolarmente controverso, perche’ le casse di risparmio sono contrarie a qualsiasi ulteriore cambiamento legale, convinte del fatto che questo non sia necessario, essendo entrata da poco in vigore una nuova struttura.

Secondo l’analista di Moody’s Maria Jose Mori gli sforzi del governo sono sempre piu’ rivolti verso un atto di “riconoscimento delle perdite potenziali” e un’immediata ricapitalizzazione. I problemi che attraversano le cajas hanno spinto a dicembre la stessa agenzia di rating a mettere sotto osservazione il giudizio sul credito sovrano spagnolo Aa1, citando la possibilita’ di un possibile declassamento.