Spagna e Portogallo graziate, niente sanzioni Ue

18 Maggio 2016, di Daniele Chicca

ROMA (WSI) – L’Unione Europea ha concesso più tempo a Spagna e Portogallo per mettere in ordine le proprie finanze pubbliche. Citando i rischi di incertezza politica, la Commissione si è trattenuta dall’imporre quella che sarebbe stata la prima sanzione contro uno stato membro per il ritardo nel rientro del deficit.

Il deficit di entrambi i paesi del Sud d’Europa sono superiori al 3% del Pil, l’obiettivo stabilito da Bruxelles. Ma le tensioni politiche sono elevate sia a Lisbona, sia a Madrid, e con il referendum sull’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea che minaccia di destabilizzare la regione, gli eurocrati hanno preferito mantenere un approccio morbido per il momento.

A fine giugno, tre giorni dopo il voto popolare sulla Brexit, in Spagna si terranno le nuove elezioni dopo che dall’esito dell’ultima tornata elettorale non è emerso un chiaro vincitore. A Madrid l’organo esecutivo europeo ha dato tempo fino alla fine dell’anno per ridurre il deficit.

La data ultima per il Portogallo è invece stata spostata al 2017, una bella notizia per il nuovo governo di stampo socialista. La decisione consente di tirare un sospiro di sollievo sopratutto a Madrid. Il 26 giugno si svolgerà la seconda elezione nello spazio di appena sette mesi.

Il Commissario Pierre Moscovici ha candidamente ammesso che i timori sul piano politico hanno giocato un ruolo importante nel determinare la decisione presa dalle autorità europee sullo sforamento dl deficit dei due paesi della periferia meno virtuosa dell’area euro.

“Non è il momento giusto né economicamente né politicamente per intraprendere un’azione punitiva contro la Spagna e il Portogallo” per via dei loro livelli di deficit.

Il primo ministro uscente Mariano Rajoy ha lanciato già un guanto di sfida alle autorità europee, promettendo di implementare una nuova serie di misure volte a ridurre la pressione fiscale se uscirà vincitore delle prossime elezioni estive.