Space economy: Italia tra i primi sei paesi al mondo per investimenti

25 Gennaio 2022, di Alessandra Caparello

L’Italia gioca un ruolo di primo piano nel variegato mondo della space economy. Quasi 100 miliardi i dollari investiti nel mondo a livello governativo e 11,5 miliardi quelli investiti dall’Europa con  ben 30 satelliti già in orbita e l’intenzione di raddoppiarli nei prossimi 2 decenni.
Questi i numeri che arrivano dall’Osservatorio Space Economy della School of Management del Politecnico di Milano, presentato al convegno “La Space Economy per la competitività e lo sviluppo sociale del Paese”.

Il 2021 è stato un anno importante per la crescita dell’attività spaziale, testimoniata in particolare dall’aumento del numero di satelliti in orbita e dall’accelerazione nei viaggi spaziali con civili. Ma più in generale cresce la consapevolezza dell’importanza strategica della space economy che è in grande crescita e allo stesso tempo è un fenomeno in divenire che si sta ancora articolando”.

Così Giuseppe Sala, direttore del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Aerospaziali del Politecnico di Milano. Gli investimenti in Space Economy sono significativi in tutto il mondo e per i programmi spaziali si stima una somma dei budget governativi a livello globale tra 86,9 miliardi e 100,7 miliardi di dollari. Per entità di spesa, nell’anno fiscale 2021, appena dopo gli Stati Uniti (ampiamente al primo posto nel mondo con gli 43,01 miliardi di dollari), viene l’Europa con 11,48 miliardi di dollari, seguita da Cina, Russia, Giappone e India: grazie a Copernicus, EGNOS e Galileo, l’UE possiede sistemi spaziali di livello mondiale, con più di 30 satelliti in orbita (e l’intenzione di raddoppiarli nei prossimi 10-15 anni) e una previsione di spesa di 14,8 miliardi di euro nel periodo 2021-2027, la somma più alta mai stanziata prima.

Space economy: Italia leader del settore

A fronte di questi investimenti, si stima che il mercato della Space Economy valga oggi 371 miliardi di dollari di ricavi a livello globale, di cui il 73% riconducibile all’industria satellitare (che include servizi satellitari di telecomunicazione, navigazione ed osservazione della Terra, prodotti per l’equipaggiamento a Terra come sensori, antenne o GPS).

Complessivamente, le stime 2021 di crescita sono rimaste costanti rispetto all’anno precedente (il cui valore era stimato a 366 miliardi di dollari).

Ben 88 paesi nel mondo investono in programmi spaziali, 14 dei quali hanno capacità di lancio e l’Italia è tra i 9 dotati di un’agenzia spaziale con un budget di oltre 1 miliardo di dollari all’anno. Analizzando gli investimenti dei singoli paesi in relazione al PIL (0,06% nel 2019), il nostro paese si colloca al sesto posto al mondo, dopo Russia, Usa, Francia, India e Germania, e al terzo in Europa. Con 589,9 milioni di euro, l’Italia è il terzo contribuente all’European Space Agency nel 2021, dopo Francia (1065,8 milioni) e Germania (968,6). Ma sono significativi anche gli investimenti privati nelle startup della Space Economy.

Sempre più satelliti in orbita

Ma la Space Economy cresce anche in termini di satelliti in orbita. Nel 2021 se ne contano in totale 4838, con un aumento in particolare dei piccoli satelliti (sotto i 600 kg): solo nel 2020 ne sono stati lanciati il 40% (pari a 1202 satelliti) di quelli lanciati negli ultimi 10 anni.
La massa totale dei satelliti orbitanti è di circa 564 tonnellate, in un trend di aumento costante che porta con sé certamente grandi opportunità, ma anche il rischio di inquinamento dello spazio e di collisioni involontarie tra carichi operativi e detriti spaziali.

Spazio fonte di innovazione

Dalle aziende dell’industria spaziale (il cosiddetto upstream), agli IT provider e system integrator (downstream) fino alle imprese utenti finali, è convinzione diffusa che le tecnologie satellitari in combinazione con le tecnologie digitali più avanzate siano oggi un driver fondamentale per l’innovazione e la sostenibilità nei settori più diversi. In questa prospettiva saranno mobilizzati nei prossimi anni ingenti investimenti pubblici e privati, evidenzia l’Osservatorio del Polimi.

Attraverso il Pnrr possiamo diventare un Paese ancor più importante nel settore”, ha detto Massimo Claudio Comparini, amministratore delegato di Thales Alenia Space Italia, che ha ricordato molti importanti progetti che vedono il nostro Paese protagonista, dalla futura prima base spaziale privata a Space Rider, l’innovativa navetta laboratorio completamente automatizzata. “Ma è una corsa contro il tempo”, ha sottolineato Giulio Ranzo, amministratore delegato di Avio. “Le risorse del Pnrr dovranno essere impiegate entro il 2026, ora – ha aggiunto – è il momento di puntare sulla semplicità e tradurre le idee in contratti”.