S&P vede Italia in stallo politico ed economico

28 Febbraio 2017, di Alberto Battaglia

L’Italia crescerà meno dell’1% nel 2017-2018, mentre la media dell’Eurozona navigherà a +1,4%: è questa la previsione dell’agenzia di rating Standard & Poor’s, contenuta nel report sull’economia dell’Area Euro.
Nel 2016 lo scenario è quello di una crescita che “ha raggiunto solo l’1 per cento, con il Pil che ha decelerato allo 0,2 per cento congiunturale nel quarto trimestre. Gli indicatori più recenti parlano di una crescita che prosegue, tuttavia la risalita dell’inflazione implica retribuzioni reali più basse”. Il che non promette bene sull’andamento dei consumi, la componente principale del Pil.

A preoccupare gli analisti di S&P sono soprattutto le incertezze politiche, con un governo in carica la cui durata è ancora oggetto di dubbi, così come il panorama politico frammentato che si prospetta dopo le elezioni. L’altro elemento che frena la crescita italiana è legato alla situazione del sistema bancario che non lavora nelle condizioni ideali perché avvenga l’espansione del credito di cui l’economia, e soprattutto l’impresa, ha bisogno.

 

“Resta una notevole incertezza sulle prospettive economiche e politiche. Le difficoltà delle banche creano rischi al ribasso per l’espansione, date le possibili implicazioni di restrizione al credito”, scrive l’agenzia di rating, “le banche devono affrontare la questione dei crediti deteriorati e ulteriori tensioni avrebbero ricadute negative sull’economia. L’incertezza politica dovrebbe persistere a causa dell’incognita su possibili elezioni” anticipate.

 

S&P ha poi ribadito che il 2017 potrebbe essere “un anno perso per le riforme“, vista la debolezza politica che attanaglia il Paese. In questo contesto non va dimenticato che “a causa del suo elevato debito pubblico e del basso livello di crescita, l’Italia è particolarmente sensibile a shock dai tassi di interesse”, scrive S&P.